Rifiuti, Argenio contro Di Primio

28 Marzo 2015

I 2 milioni extra a Formula Ambiente nel mirino del M5S: parte l’esposto a procura e Corte dei conti

CHIETI. I 2 milioni e 468 mila euro che il Comune deve all’associazione temporanea di imprese che gestisce i rifiuti in città (Cns – Formula Ambiente) per il Movimento 5 Stelle sono un “regalo” non dovuto, perché non corrisponde al vero il fatto che questi soldi (la cui somma in sede di transazione è scesa a circa 2 milioni e 200 mila euro) toccherebbero all’Ati in ragione di lavori fatti extra-contratto. A distanza di tre mesi dall’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale dal consigliere d’opposizione, Alessandro Giardinelli, che ha sollevato ufficialmente in aula tutte le perplessità e i dubbi sulla transazione, il Movimento 5 Stelle presenta un esposto in Procura e alla Corte dei conti. Ad illustrarlo ieri in una conferenza stampa sono stati il candidato sindaco, Ottavio Argenio, e l’avvocato, Isidoro Malandra, alla presenza del consigliere regionale Sara Marcozzi e dell’onorevole Daniele Del Grosso. Quattro i punti sollevati nell’esposto. Il primo riguarda l’errato conferimento dei rifiuti differenziati da parte dell’utenza teatina che avrebbe fatto perdere all’Ati premialità previste per il conferimento al Conai (Consorzio nazionale imballaggi) del materiale riciclato. Ma il capitolato d’appalto, assicurano i pentastellati, dice che “è fatto obbligo alla ditta stessa di astenersi dal raccogliere i rifiuti, qualora essi non siano conformi a quanto previsto dallo stesso capitolato”. Il secondo argomento riguarda il fatto che l’Ati ha offerto un prezzo complessivo di oltre 26 milioni e mezzo di euro per “servizi a forfait” e dunque il Comune non avrebbe garantito alcunché rispetto all’ammontare degli eventuali introiti derivanti dalla vendita al Conai del materiale recuperato. Quindi nulla sarebbe dovuto per premialità perse.

Il terzo punto riguarda il fatto che l’associazione di imprese sarebbe stata costretta a servire più utenze di quelle pattuite, lavorando in strade private non previste dal capitolato. Sempre nel capitolato si precisa, però, “che i dati suesposti sono indicativi e che l’eventuale inesattezza degli stessi non potrà costituire motivo per chiedere l’aggiornamento del corrispettivo del contratto”. L’ultimo argomento riguarda le maggiori somme riconosciute per maggiori oneri nei costi di conferimento dell’organico, ma, dal momento che questi costi sono posti contrattualmente a carico dell’appaltatore, non si capisce a quale titolo siano dovute le somme in più richieste. «Non si comprende», ha concluso Argenio, «perché siano stati pagati 135 euro a tonnellata quando la spesa effettivamente sostenuta dall’Ati risulterebbe di gran lunga inferiore ai 135 euro rimborsati, somma che comprenderebbe anche le spese di trasporto». I 5 Stelle chiedono lumi a Procura e Corte dei conti per capire se siano stati commessi illeciti. Al sindaco Di Primio, invece, i grillini chiedono perentoriamente di sospendere il pagamento delle somme.

Arianna Iannotti