Rifiuti bruciati, il pm: è incendio colposo

Al via l’inchiesta dopo il rogo alla Iron Metal, la polizia consegna in procura una prima informativa
CHIETI. La procura ha aperto un’inchiesta per incendio colposo dopo il rogo di rifiuti divampato a Chieti Scalo nel piazzale della ditta Iron Metal. Le indagini condotte dalla squadra mobile sono coordinate dal pubblico ministero Giuseppe Falasca.
Saranno gli ulteriori accertamenti avviati dalla polizia ad individuare eventuali responsabilità legate all’incendio che si è sviluppato, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi, nell’azienda dell’imprenditore Fabrizio Angelo Bellia che si occupa di recupero, lavorazione e commercio di materiali ferrosi e non. Le fiamme sono scoppiate a causa di un fenomeno di autocombustione. Adesso l’obiettivo degli uomini guidati dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio è capire se siano state rispettate o meno tutte le norme sulla sicurezza e sulla gestione dei rifiuti trattati dall’azienda. Nel cassone andato in fiamme, lungo 18 metri, largo 5 metri e alto 2 metri, c’erano materiale ferroso, pezzi di motori elettrici e pneumatici.
Ieri mattina la polizia ha depositato in procura una prima informativa a carico di ignoti. La pista dolosa è stata definitivamente scartata: le immagini delle telecamere puntate sul piazzale hanno dimostrato che nessuno ha appiccato le fiamme. I vigili del fuoco, intervenuti nello stabilimento di via Marino Carboni con sette uomini e tre mezzi, hanno impiegato quattro ore per domare l’incendio. Nelle prossime ore arriverà sul tavolo del pm anche il rapporto dei pompieri, che si occupati delle operazioni di spegnimento e bonifica dalla 3.30 alle 7.30. Al momento l’area non è stata sequestrata ma solo delimitata. I rilievi fatti dai tecnici dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta) hanno escluso la presenza di inquinamento da combustione. (g.let.)

