Rifiuti, cambia la raccolta Sacchi in strada per protesta

I residenti manifestano così la contrarietà allo stop alla raccolta nelle vie private Il M5S porta il caso in consiglio: «Inadempienze del gestore, il Comune controlli»
CHIETI. Buste di rifiuti gettate lungo le strade dalle macchine in corsa. È l’altra faccia dell’appalto da 7 milioni di euro per la pulizia della città. A partire dal 1° luglio scorso, la rivoluzione della raccolta porta a porta è stata avviata a Chieti Scalo: a Brecciarola, Santa Filomena e Madonna delle Piane stop alla raccolta nelle vie private, bidoni con i microchip per stanare chi non paga le bollette, buste numerate, niente più sacchi neri e raccolta del vetro separata da plastica e metalli. Tra settembre e ottobre, si partirà anche in centro storico.
EMERGENZA INCIVILI. In attesa delle novità promesse dal Comune per una città più pulita – operatori ecologici in azione per pulire le strade, isole ecologiche per depositare i rifiuti, droni e telecamere per frenare le discariche abusive – Chieti si trova a fare i conti con una mini emergenza: sono sempre di più le buste di spazzatura abbandonate lungo le strade. Segno che, per gli incivili, è più facile gettare i rifiuti rischiando multe che rispettare le nuove regole.
DENUNCIA M5S. L’appalto dei rifiuti – circa 50 milioni di euro per 7 anni – è stato vinto dalla Formula Ambiente, lo stesso cartello di imprese che svolge il servizio dal 2010 (in proroga dal 2015 al 31 dicembre 2018). Un appalto che ora finisce anche in consiglio comunale: «A oggi risultano evidenti inadempienze», denunciano i consiglieri del M5S Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo. Tra le «inadempienze» citate in un’interrogazione ci sono «la corretta e completa esecuzione delle operazioni di nettezza urbana tanto che numerose strade della città risultano spesso sporche o comunque non sufficientemente pulite e non si sa ancora nulla della realizzazione delle isole ecologiche, comprese quelle a scomparsa, o dell’apertura del centro di riuso e dell’installazione dei cestini per la raccolta differenziata nei luoghi pubblici, novità che il M5S ha ottenuto fossero inserite nel nuovo bando». Il M5S chiede all’assessore all’ambiente Alessandro Bevilacqua «se il consorzio Formula Ambiente stia rispettando puntualmente gli obblighi contrattualmente assunti. Riteniamo doveroso», dicono Argenio e D’Arcangelo, «che il Comune vigili attentamente sulla corretta esecuzione del contratto da parte del consorzio non solo perché venga garantito un migliore decoro urbano ma anche perché proprio la corretta esecuzione del contratto, in passato, ha causato numerosi problemi che si sono tradotti in maggiori costi sulle bollette Tari pagate dai cittadini di Chieti. Basti ricordare la transazione con la quale il Comune ha dovuto riconoscere ben 2 milioni e mezzo di euro al gestore che però sono stati pagati interamente dalla collettività proprio con le bollette della spazzatura».
STANGATA BOLLETTE. E proprio sulle tariffe Tari, Chieti vanta un primato in negativo: secondo un’indagine del sindacato Uil, la città è al 5° posto in Italia per gli aumenti. In un anno le bollette sono salite del 14,6% a fronte di una media nazionale dello 0,9%: peggio di Chieti, solo Matera (19,9%), Catania (17,9%), Pistoia (16,2%) e Imperia (15,7%). La media italiana dice che le bollette aumentano di tre euro l’anno; a Chieti la cifra è di 50 euro.

