Rifiuti e incuria in strada La costa è all’abbandono

Ortona. Viaggio tra le vie d’accesso alle principali località balneari della città Mascherine, scarti edili e buste di plastica. Ecco quel che resta dopo l’estate
ORTONA. Mascherine gettate sulla via di accesso ai Ripari di Giobbe, buste di pattume lungo la strada Postilli-Riccio, il lungofiume Arielli ricettacolo di immondizia. È l’altra faccia dell’estate ortonese che ha accolto numerosi bagnanti e turisti ma di cui ora, nelle principali aree costiere della città, restano rifiuti abbandonati di ogni genere: da cartacce a scatoloni vuoti usati solitamente per il pesce, da dispositivi di protezione individuale a capi di vestiario, sul litorale purtroppo si registra una situazione di degrado.
All’ingresso del parcheggio di una delle principali mete turistiche regionali qual è la località dei Ripari di Giobbe, sulla staccionata in legno che delimita l’area di sosta c’è addirittura una scarpetta dimenticata lì da chissà quanto tempo. A terra mascherine, salviette umidificate disinfettanti e tanto altro - tra cui anche un palo della segnaletica abbattuto - giacciono agli angoli del parcheggio stesso. In un punto, per di più, la staccionata è rotta e spezzata in due. Fortunatamente, però è interessata solo una piccola parte della recinzione.
Spostandoci in altre zone purtroppo simili situazioni appena descritte si ripetono. Al lido Riccio, nella zona della foce dell’Arielli, sugli argini del torrente, canneti tagliati, buste di immondizia, borracce e quant’altro formano un cumulo a pochissimi metri dalla spiaggia. Proprio per quest’area di recente era partita una segnalazione dalla Stazione ornitologica abruzzese a seguito di un loro sopralluogo. «Praticamente la foce viene scambiata per una discarica», dichiarava il sodalizio, «questo è il volto del territorio che vogliamo far conoscere ai turisti? Questo è il modo di gestire i rifiuti, che poi vengono trascinati nel mare alla prima piena?». La Soa parlava di un grosso cumulo di sedimenti frammisti a rifiuti di vario genere, «come se sia normale usare la foce dell’Arielli come ricettacolo dei lavori di ripulitura delle spiagge».
Segnalazioni su problematiche di vario genere che si susseguono anche da associazioni della zona nord di Ortona, non esente dal tema dell’abbandono rifiuti. Sulla Postilli- Riccio se ne ritrovano diversi di materiali lasciati sul ciglio della strada. A bordo della via che costeggia la statale 16 Adriatica, si possono notare grossi sacchi neri pieni di pattume. A pochi metri di distanza ci sono scarti edili, ma anche plastica, bottiglie vuote e cartacce. Le situazioni peggiori nelle piccole aree di parcheggio create lungo la strada.
È qui infatti che è possibile ritrovare molti rifiuti, tra cui anche scatoloni di vuoti di pesce e il ciuccio di un bambino. Nell’estate del Covid, questo è quel che resta dopo le tante presenze sul litorale ortonese.
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