Rifiuti illeciti: un vastese tra gli arrestati

11 Ottobre 2023

In 11 nei guai: ai domiciliari Angelo Bevilacqua, residente a Lentella. Smaltite illegalmente 7mila tonnellate di immondizia

VASTO. C’è anche un vastese tra gli 11 arrestati nell’inchiesta partita da Salerno su un traffico illecito di rifiuti e sfociata nel blitz scattato all’alba di ieri anche nelle province di Napoli, Milano, Roma, Brindisi, Isernia, Caserta, Frosinone e Chieti. Ai domiciliari è finito Angelo Bevilacqua, 55 anni, residente a Lentella, autotrasportatore di una ditta del Frusinate. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa del tribunale di Roma, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, dopo le indagini condotte dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Salerno. I reati contestati – a vario titolo – sono di «traffico illecito di rifiuti, riciclaggio e autoriciclaggio, gestione illecita di rifiuti e realizzazione di discarica abusiva».
Gli indagati sono accusati di aver ricevuto da ignare società circa 7.000 tonnellate di rifiuti non pericolosi (in prevalenza scarti provenienti dal trattamento dei rifiuti urbani) e speciali pericolosi (provenienti dai rifacimenti degli asfalti): il materiale in questione è stato abbandonato all’interno di un capannone in provincia di Frosinone, su alcuni terreni agricoli nelle province di Bari, Brindisi e Lecce, nonché in una ex area industriale nel Salernitano.
Il sistema fuorilegge – sempre secondo l’accusa – è stato architettato utilizzando automezzi noleggiati da una società estranea ai fatti: le targhe di immatricolazione venivano sostitute con altrettante targhe riprodotte e intestate a un consorzio di trasporto rifiuti, anch’esso inconsapevole dei reati che si stavano consumando. Gli indagati hanno inoltre redatto «i formulari di identificazione rifiuti» con dati falsi relativi al sito di smaltimento.
Secondo gli investigatori, l’«ingiusto profitto» accumulato dagli indagati può essere stimato in circa un milione di euro. «Le somme così introitate, al fine di occultarne la provenienza illecita, sono state poi oggetto da parte degli indagati di operazioni finanziarie di riciclaggio», spiegano gli investigatori. A incastrare i componenti del «sodalizio criminale» sono stati specifici servizi di osservazione, controllo e pedinamento e intercettazioni telefoniche e ambientali. Nel corso dell’inchiesta erano già stati sequestrati a Sora un capannone colmo di rifiuti speciali in balle, alcuni rimorchi carichi di materiale abbandonati nel parcheggio di un supermercato di Mesagne (Lecce) e una ex area industriale nel Comune di Pontecagnano (Salerno).
«L’operazione», spiegano i carabinieri, «si inserisce nell’ambito di una più ampia manovra che l’Arma, attraverso i reparti speciali per la tutela ambientale, ha adottato nell’azione di contrasto alla criminalità organizzata e nelle attività di prevenzione degli illeciti ambientali e del traffico di rifiuti sul territorio nazionale e comunitario».
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