Rifiuti, “ licenziati” i volontari

Da gennaio il Comune taglia gli operatori Wwf, Arci e Legambiente. I primi effetti negativi
VASTO. Addetti dimezzati dopo la decisione presa dal Comune di interrompere la collaborazione con le associazioni cittadine. Dal primo gennaio l’ufficio raccolta differenziata, aperto in alcuni locali del Palazzetto dello sport di via Conti Ricci, è rimasto sguarnito dei tre operatori messi a disposizione da Wwf, Arci e Legambiente, sodalizi che dal 2009 collaborano con l’amministrazione comunale nell’attività di informazione e di sensibilizzazione della cittadinanza. Con una lettera che porta la firma del dirigente, Roberto D’Ermilio, le tre associazioni sono state messe al corrente della decisione di rinunciare al loro apporto per motivi “amministrativi”. In pratica il Comune ritiene che l’attività fin qui svolta dagli addetti di Wwf, Arci e Legambiente sia da ricondurre alla Pulchra, la società mista pubblico-privata che gestisce il servizio di igiene urbana. Il rischio concreto ora è che si creino disservizi tenuto conto che lo sportello (dove si registrano circa cento contatti al giorno), funziona dall’inizio dell’anno con un solo operatore della Pulchra e un volontario della protezione civile. Le prime avvisaglie già ci sono: lunghe attese al telefono per contattare gli addetti e file davanti all’Ufficio per la consegna dei contenitori.
«Il dirigente ha ritenuto di doversi attenere al piano industriale che prevede l’apporto delle associazioni nella fase dello start up», si limita a dire Lino Salvatorelli, presidente dell’Arci, «penso si tratti solo di una momentanea sospensione della collaborazione che riprenderà nel momento in cui la raccolta differenziata verrà estesa alla Marina».
Ma quando non si sa. Sui tempi nessuno si sbilancia anche perché gli annunci fatti in passato non hanno avuto riscontro in fatti concreti. Sono almeno due anni che si parla della estensione della raccolta al quartiere rivierasco diventato meta dei “pendolari dei rifiuti”, cioè di quelle persone che, pur di non separare il pattume in casa, sono disposti a caricarsi le buste di immondizia in macchina per depositarle all’interno del primo contenitore disponibile. Resta il dato sconcertante di una percentuale di materiale recuperato che, a distanza di sei anni dall’avvio della raccolta differenziata, non riesce a superare il 52%, restando 13 punti al di sotto del tetto previsto dalla legge (65%) e di una spesa per i rifiuti che non accenna a diminuire, circostanza che Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo non ha esitato a stigmatizzare nel corso di un recente convegno a Cupello. L’anno scorso, di questi tempi, il sindaco Luciano Lapenna aveva promesso che nel corso del 2014 sarebbe stata raggiunta la percentuale del 65% grazie all’apertura dell’isola ecologica di località San Leonardo, all’Incoronata, ma i lavori per la realizzazione di quella struttura sono al palo da oltre un anno e non si sa quando riprenderanno visto che i fondi della Regione sono stati congelati e quelli messi a disposizione dal Comune sono stati dirottati altrove (vedi monumento carabinieri).
Anna Bontempo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

