Rifiuti, modello Lanciano per l’emergenza di Roma

25 Aprile 2019

Ranieri, presidente dell’EcoLan, convocato d’urgenza dalla sindaca Raggi I 5Stelle romani pronti ad affidargli l’incarico di gestire l’azienda locale Ama

LANCIANO. È il presidente di EcoLan Massimo Ranieri il papabile asso nella manica della sindaca Virginia Raggi, in una Roma devastata dal pattume e dalla mala gestio dei rifiuti. L'uomo al vertice della virtuosa società partecipata è stato convocato ieri d’urgenza in Campidoglio e potrebbe essere il nuovo presidente della municipalizzata dell’ambiente Ama. Lo danno tra i possibili manager in testa anche le pagine della sezione romana del quotidiano La Repubblica. Ranieri, a colloquio direttamente con la Raggi già diverse volte nelle scorse settimane, per il momento decide di trincerarsi dietro un no comment, ma la soddisfazione è palpabile. Da tempo la società a totale capitale e partecipazione pubblici era “attenzionata” dall’amministrazione grillina romana. Già due anni fa Ranieri era stato in Campidoglio a presentare quello che per l’Abruzzo si è già rivelato un modello virtuoso, con una società presa per mano al limite del fallimento e con una raccolta differenziata ai minimi storici e che oggi fa fatturato, investimenti e assunzioni. E le premesse perché il geologo frentano, 54 anni, piaccia ai 5 Stelle ci sono tutte. Poco incline a spalleggiare la politica, vasto curriculum tecnico, costi amministrativi più che dimezzati (il cda EcoLan che nel 2009 costava circa 186mila euro all’anno è passato in poco tempo con Ranieri a 56mila euro, con uno stipendio da presidente e direttore generale di soli 1.200 euro) Ranieri appare l’homo novus che servirebbe alla Raggi per uscire dall’impasse rifiuti. Di lui si sono ricordati, entusiasti, i consiglieri grillini romani che gli hanno chiesto di inviare il curriculum spedito tra i 130 i profili professionali visionati in queste ore ad uno ad uno dalla Raggi. E soddisfazione personale a parte (il ruolo di Ranieri all’interno della EcoLan teoricamente non sarebbe incompatibile con altri incarichi, perfino i più blasonati fuori regione) il risultato riempie d’orgoglio tutto il consorzio dei rifiuti e in particolare l’amministrazione comunale di Lanciano che nel 2013 scelse per un deciso cambio di rotta.
Nei mesi scorsi EcoLan aveva presentato il piano di attività per il 2019: un fatturato di 20 milioni di euro, bilancio chiuso in attivo, 150mila euro recuperati nel 2018 da destinare alla ricerca e sviluppo, 28 nuove assunzioni, una convenzione del valore di 8 milioni di euro e un nuovo progetto pilota da sperimentare in quattro comuni. Negli anni, la spa pubblica ha catalizzato l’attenzione di un crescente numero di campanili: i comuni soci sono infatti passati da 53 a 67. E salgono anche le assunzioni. In ogni comune in cui EcoLan si occupa del ciclo integrato dei rifiuti, i dipendenti delle ditte precedenti vengono contrattualizzati e regolarizzati. Si è passati da 20 dipendenti nel 2013 ai 243 di oggi.
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