Rifiuti nel fiume, sindaco contro Striscia

7 Dicembre 2018

Il tg satirico rilancia l’allarme inquinamento del Laio. Dal Pozzo: denuncia inutile, abbiamo ottenuto i fondi per la bonifica

GUARDIAGRELE. Striscia la notizia rilancia l’allarme del fiume inquinato e scoppia la polemica. Il giorno dopo il servizio di Pinuccio, inviato del telegiornale satirico di canale 5, che ha riacceso i riflettori sul Laio, il fiume di plastica di Guardiagrele, è scontro tra il sindaco Simone Dal Pozzo e chi, dice il primo cittadino, «pensa di fare del male a me e alla mia amministrazione in vista della campagna elettorale». Nel servizio di Striscia la notizia andato in onda mercoledì, sono intervenuti Carlo Iacovella del Club alpino italiano e l’ambientalista Augusto De Sanctis del Forum H2o. Il Laio è da anni un fiume di plastica per i rifiuti che scendono a monte dalle due discariche di Brugniti e Colle Barone e dai calanchi. «E finiscono nel fiume Laio fino all’Aventino, al Sangro e poi nel mare Adriatico», spiega il Forum H2o. «Nelle discariche furono smaltiti non solo rifiuti solidi urbani, ma anche rifiuti ospedalieri e di aziende tessili. Durante il servizio di Striscia, Iacovella ha ricordato come il fatto fosse stato denunciato già nel 1991. Da allora, tranne piccoli interventi inefficaci alla base del calanco, non è stato fatto nulla. Basterebbe un semplice e poco costoso intervento nelle due discariche per fermare il peggioramento della situazione». Striscia ha mandato in onda immagini realizzate con un drone dove si vedono i rifiuti che restano in bilico sul calanco e le buste di plastica che sono finite nel fiume. Dal Pozzo non ci sta e non condivide le tempistiche del servizio di denuncia perché a novembre la Regione ha annunciato un finanziamento di due milioni di euro per la bonifica delle discariche di Brugniti e Colle Barone. «Al di là della rabbia per una operazione che ha solo il tratto del sensazionalismo e dell’attacco politico», risponde il sindaco di Guardiagrele, «posso rivendicare con orgoglio di aver trovato i mezzi per risolvere un problema aperto da decenni. Un mese dopo la nostra elezione abbiamo riaperto un fascicolo (gli altri dov’erano?) e oggi, dopo appena tre anni, otteniamo 2 milioni e l’avvio della soluzione. A chi gioca tutto questo? Che senso ha fare denunce quando siamo arrivati alla meta? Che razza di lotta è questa? Qualcuno rischia di scavare una fossa al grande lavoro che stiamo facendo per promuovere la nostra città».
Il Forum H2o segnala ritardi nella messa in sicurezza della falda inquinata. «La Regione aveva chiesto al Comune di Guardiagrele di procedere entro il 31 agosto del 2017 alla messa in sicurezza di emergenza della falda inquinata e alla presentazione di un progetto di bonifica», spiegano gli ambientalisti. «Purtroppo agli atti si trova solo la diffida della Regione al Comune e solo a novembre del 2018 è stato annunciato il finanziamento di due milioni di euro. Poiché tutti i contribuenti abruzzesi dovranno far fronte ad un problema che doveva essere risolto dal Comune, ci pare il minimo sindacale che si risponda nel merito degli atti e che anche la Regione, come abbiamo fatto noi, proceda a segnalare il tutto almeno alla Corte dei conti affinché si verifichi se questo enorme esborso di denaro pubblico abbia qualche responsabilità».
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