Rifiuti nella Val di Sangro, è il giorno del vertice

17 Luglio 2018

Atessa. Oggi l’incontro tra 40 sindaci del comprensorio e gli assessori regionali Si punta a chiedere la revoca delle autorizzazioni rilasciate a tre industrie

ATESSA. Inizia alle 18, in municipio, l’incontro tra il comitato dei sindaci del Sangro Aventino Frentano per la tutela del territorio, presieduto dal sindaco Giulio Borrelli, e il vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli; l’assessore regionale all’ambiente, Mario Mazzocca; i dirigenti regionali del settore rifiuti e dell’Arta. Sono preannunciate manifestazioni popolari che avranno come scopo, così come avvenuto nel corteo che c’è stato a maggio in Val di Sangro, quello di portare in strada la protesta di chi è contrario a questo tipo di insediamenti. In discussione c’è la vicenda degli impianti di rifiuti pericolosi ex Ciaf e Di Nizio, in Val di Sangro, e il progetto della discarica di amianto a Rocca San Giovanni.
I primi cittadini - il comitato è costituito da quaranta sindaci - chiedono la revoca dell’autorizzazione alla ex Ciaf; ribadiranno il no alla Di Nizio e alla discarica di Rocca. Il comitato ha preparato l’incontro con meticolosità, inviando in Regione, nelle scorse settimane, un lungo e dettagliato documento nel quale, partendo dal Piano regionale in materia, viene analizzata la situazione dei rifiuti in Abruzzo, in particolare per quanto riguarda quelli speciali pericolosi e quelli sanitari.
Oggi tra le richieste ci sarà anche una che riguarderà le eventuali autorizzazioni future a questo tipo di impianti perché sarà chiesto alla Regione che qualsiasi altra richiesta di installare impianti a forte impatto ambientale non possa essere presa neppure in considerazione se prima non ci sarà un monitoraggio serio e completo sulla qualità dell'aria. Quest’ultima richiesta parte da un dato sconcertante: sull’ambiente della Val di Sangro manca un monitoraggio completo e aggiornato dell’aria, acqua e suolo. Quale sia la salute di una tra le più importanti zone industriali del Centro-sud Italia (con la presenza di Honda, Sevel, Valagro, Pelliconi), non è dato saperlo, così come, sconosciuta, è anche la cosiddetta mappatura dei tumori, cioè uno studio epidemiologico, quindi basato su metodologia scientifica. I dati di monitoraggio, gestisti dall’Arta ci sono ma sono datati e incompleti. Per Atessa (zona industriale) dal sistema di centraline fisse utilizzato per il monitoraggio i dati sul biossido di zolfo, benzene, idrocarburi e PM10 (particolato con diametro inferiore a 10 micron) risultano “non pervenuti”. Mentre le centraline su mezzi mobili sono state installate a Saletti nel parcheggio della zona artigianale-commerciale dal 6 maggio 2006 al 3 giugno dello stesso anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA