Rifiuti pericolosi, due condanne

8 Giugno 2016

Amianto abbandonato nell’ex opificio: a processo i titolari di un’immobiliare

LANCIANO. Per reati ambientali, nello specifico abbandono incontrollato di rifiuti e discarica non autorizzata con presenza di rifiuti pericolosi come l’amianto, sono stati condannati a 2 mesi 20 giorni e 1.400 euro di multa, pena sospesa, Odoardo Di Mattia, 61 anni, e Pietro Di Mattia, 55 anni, di Lanciano. I due sono finiti a processo, dinanzi al giudice Andrea Belli, quali legali rappresentanti della ditta Di Mattia Immobiliare srl, proprietaria dell’ex opificio ed ex officina in largo Del Mancino, che era un coacervo di rifiuti. L’immobile era stato sequestrato nell’aprile 2014 dalla Forestale di Lanciano che ha denunciato in Procura il caso. Furono poi le attività di ispezione, disposte dall’allora procuratore capo Franceso Menditto ed eseguite da personale del Dipartimento di prevenzione della Asl, dell’Arta Abruzzo e del comando forestale di Lanciano, sui campioni di rifiuti prelevati a evidenziarne la pericolosità.

Come spiegato in aula dal pubblico ministero Delfina Conventi, c’era una notevole quantità di rifiuti speciali, pericolosi e non, dispersi su circa 450 metri quadrati. In particolare amianto, guaine bituminose, cavi elettrici, copertoni di auto, taniche, calcinacci, bottiglie di plastica, onduline di amianto, lastre in cemento, materassi e mobili, presenti non si sa da quanto tempo. La Asl nel 2013 aveva già evidenziato lo stato di degrado dell’ex opificio, che fa parte del complesso industriale dell’ex calzificio Torrieri, ma la segnalazione non aveva avuto conseguenze. Poi l’intervento della Forestale che, il 29 aprile 2014, ha sequestrato l’immobile. Ieri si è chiuso il processo con la condanna dei proprietari, pena sospesa. Una sensibilità verso l’ambiente e l’abbandono di rifiuti, da parte del tribunale che si aggiunge a quella di Comune e Ecolan che stanno sanzionando i semplici cittadini che abbandonano i rifiuti sul suolo pubblico -non solo i titolari di imprese o enti che rispondono penalmente dell’abbandono- con multe da 600 euro per i rifiuti non pericolosi, sanzioni che possono essere aumentate fino al doppio se l’abbandono in caso di rifiuti pericolosi.

Teresa Di Rocco

©RIPRODUZIONE RISERVATA