Rifiuti pericolosi Sfilano 40 sindaci

18 Maggio 2018

Atessa, domani il corteo con associazioni, partiti e sindacati Il sindaco Borrelli: questa è la battaglia di tutto il territorio

ATESSA. «Questa è la battaglia di un territorio, la Val di Sangro non può diventare la valle dei rifiuti». È tutto pronto per la manifestazione “No Ciaf, no Di Nizio-Salviamo la Val di Sangro” che si svolgerà domani ad Atessa. La partenza del corteo è prevista alla 10 da Saletti e si concluderà in piazza Abruzzo (di fronte alla Ciaf). È il sindaco Giulio Borrelli a illustrare gli ultimi dettagli accompagnato, in rappresentanza degli altri amministratori del territorio, dal vicesindaco di Lanciano Giacinto Verna, dai sindaci di Altino Vincenzo Muratelli, Tornareccio Remo Fioriti, Perano Gianni Bellisario, la presidente Legambiente Atessa Rebecca Virtù e il presidente del Cai Atessa Giuseppe Masilli. «Sarà una manifestazione corale», dice Borrelli, «di uomini e donne del territorio, di associazioni, partiti politici, sindacati, 40 amministrazioni comunali, dal mare alla montagna, che non vogliono che questo tipo di impianti, fortemente impattanti e a rischio per la salute, siano attivi in quest’area». La manifestazione è organizzata da Legambiente, Wwf, Noimessidaparte, Libera, Cai Atessa, Nuovo Senso Civico, Coordinamento dei sindaci per la salvaguardia e valorizzazione del territorio. La Ciaf è sotto procedura di concordato preventivo, cioè in una fase di pre-fallimento; l’azienda ha comunque ottenuto l’Aia (il passaggio successivo al Via), autorizzazione che è stata sospesa “nelle more della conclusione della procedura di concordato preventivo” pendente al tribunale di Lanciano per la realizzazione e la gestione di un impianto di trattamento rifiuti pericolosi e non. Intenzionata all’acquisto della Ciaf è la Ecoeridania spa di Arenzano (Genova), che si occupa di raccolta, stoccaggio provvisorio e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi provenienti da strutture sanitarie. La capacità complessiva di trattamento dell’impianto è di circa 200.000 tonnellate/annue, di cui circa 50.000 di reflui chimico-fisici (fanghi provenienti da industrie chimiche). Con tali potenzialità si potrebbero accogliere rifiuti provenienti da tutto il territorio nazionale e oltre. Quello della Di Nizio, invece, è il progetto per un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione. Ha una potenzialità di trattamento di 20.000 ton/anno, al quale sarà associato un deposito di rifiuti, sia pericolosi che non, provenienti da aziende pubbliche e private, attività ambulatoriali ed ospedaliere, servizi di raccolta differenziata. L’Abruzzo produce appena 4.000 tonnellate di rifiuti ospedalieri.
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