Rifiuti pericolosi, sindaci mobilitati

5 Aprile 2018

Caso Ciaf ad Atessa. Convocato il comitato per la tutela dell’ambiente: «Uniti in questa lotta»

ATESSA. Convocazione del comitato dei sindaci per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e una lettera al Dipartimento gestione del territorio e politiche ambientali della Regione, sono i primi passi formali che il sindaco Giulio Borrelli ha intrapreso per scongiurare la riapertura della Ciaf ambiente a Piazzano. I circa trenta sindaci del Comitato si incontreranno mercoledì 18 aprile, alle 18,30, nella sala consigliare di Atessa. In quella sede si decideranno le strategie da seguire. Prima di quella data ci sarà un incontro con le associazioni ambientaliste.
«Dirigenti della ex ditta Maio (ora acquisita dalla EcoEridiana) hanno manifestato alla Regione e al Comune di Atessa l'intenzione di riattivare l’impianto Ciaf che, tra l’altro, ha l’autorizzazione a smaltire fanghi industriali pericolosi di aziende chimiche», scrivono Borrelli e Tommaso Schips, primo cittadino di Mozzagrogna, nella lettera di invito ai loro colleghi, continuando: «Questa iniziativa si aggiunge alla procedura Via per la realizzazione, in contrada Saletti, di un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione, promosso da altra società».
Si tratta di due impianti incompatibili con la programmazione industriale del territorio della Val di Sangro e con la vocazione dell’area. «Vorremmo discutere», concludere Borrelli e Schips, «con tutti voi, le azioni da intraprendere in risposta a questi progetti».
Il Comitato dei sindaci è una compagine istituzionale, politicamente trasversale, si occuperà sia delle emergenze ambientali che della programmazione sostenibile del territorio, in un impegno permanente e rappresentativo delle comunità locali che chiedono di vivere in salute nell’Abruzzo meridionale, oramai preso di mira da iniziative economiche in tema ambientale
La Ecoeridiana, azienda di Arenzano (Genova), si occupa di raccolta, stoccaggio provvisorio e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi. La Ciaf ambiente è sotto procedura di concordato preventivo, cioè in una fase di pre-fallimento, l’azienda ha comunque ottenuto l’Aia (il passaggio successivo al Via), autorizzazione che è stata sospesa nel 2014 in attesa di conoscere i risultati della procedura di concordato preventivo pendente nel tribunale di Lanciano. Ciaf che ha, oltre a 350 codici di smaltimento rifiuti, alcuni pericolosi, possiede anche un’autorizzazione che pochi posseggono e cioè la possibilità di smaltimento di fanghi industriali provenienti da aziende chimiche.
Borrelli chiede al Dipartimento gestione del territorio e politiche ambientali della Regione di «essere informato costantemente su qualsiasi informativa relativa alla riattivazione dell’impianto Ciaf che incontra la decisa opposizione del nostro territorio».
A pochi chilometri dalla Ciaf, in contrada Saletti, dovrebbe sorgere un impianto di trattamento dei rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione, con adiacente deposito per rifiuti pericolosi e non pericolosi, progetto presentato dalla ditta Di Nizio Eugenio di Mafalda, per il quale è in corso la procedura Via.
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