Rifiuti, stangata in bolletta del 34%

Cupello, gli aumenti per 8 comuni vastesi decisi dal commissario prima della scadenza del mandato
CUPELLO. Aumenti salati per gli otto Comuni-soci del consorzio intercomunale Civeta di Cupello che si occupa della gestione e del trattamento dei rifiuti nel vastese, costituito da Cupello, Monteodorisio, Vasto, Pollutri, Villalfonsina, Scerni, San Salvo e Casalbordino. Con la delibera n.29 del 20 maggio scorso, alcuni giorni prima della scadenza del mandato, il commissario regionale Lidia Flocco, ha stabilito nel nuovo Piano economico finanziario, gli aumenti delle tariffe dei rifiuti conferiti al Civeta. Si tratta di aumenti consistenti su tutti i comuni. Per i rifiuti urbani non differenziati si passerà da 85 euro a 128,10 euro a tonnellata (aumento del 34%); per i rifiuti organici la tariffa da 60 euro passa a 88,35 euro a tonnellata (aumento del 32%). Secondo il D.Lgs. n.152/2006 che regolamenta la materia, la tariffa del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani deve assicurare sia la copertura integrale dei costi di investimento, sia la copertura dei costi accessori relativi alla gestione dei rifiuti urbani. Questa copertura dagli impianti Civeta non era garantita con le tariffazioni fino ad oggi applicate. Per l’attuale commissario, il dirigente del Servizio gestione rifiuti della Regione, Franco Gerardini, questi aumenti dovevano essere compiuti in modo graduale da tempo: «Abbiamo chiuso il bilancio del 2015 con un deficit di 1.200.000 euro, non possiamo più posticipare gli aumenti necessari a garantire il servizio di raccolta e gestione dei rifiuti. Ho stabilito con i sindaci dei Comuni un incontro entro agosto, per stabilire tempi e modi per l’applicazione delle nuove tariffe. Molti gli investimenti compiuti dal consorzio, si consideri che il 25 luglio verrà aperta la nuova vasca, fatto importante per tutto il territorio».
Di fatto gli aumenti stabiliti, non fanno che livellare le tariffe del comprensorio vastese a quelle degli altri consorzi regionali. Diversa, però, è la gestione degli enti. Si consideri ad esempio che nella Val di Sangro, la Ecolan, società a capitale pubblico che riunisce 53 Comuni e popolazione di circa 160.000 abitanti, redistribuisce gli utili della trasformazione e vendita della parte ricca dei rifiuti, la plastica, il cartone, il vetro. Nel Vastese da circa un anno, invece, i rifiuti ricchi vengono smaltiti dai Comuni più importanti, quali Vasto e San Salvo, presso un privato, comportando per il Consorzio un mancato introito.
Antonia Schiavarelli
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