Rifiuti, un affare da sessanta milioni

Sindaco e assessori annunciano il nuovo appalto: nel prezzo previsti anche i droni per incastrare i cittadini incivili
CHIETI. Una città più pulita, isole a scomparsa nel centro storico, più controlli contro le discariche abusive, anche con l’uso di droni, e un centro di riuso per i meno abbienti. Sono le linee guida del nuovo appalto dei rifiuti, che il Comune ha concepito come un “partecipato”, perché ha intenzione di concertarne i punti principali con organizzazioni di categoria, associazioni, scuole e organi professionali. L’importo del servizio messo a bando è comunque già calcolato e non è da poco: 60 milioni di euro per sette anni più uno. L’appalto che concederà il servizio ha quindi una durata fino al 2024. Il bando sarà pronto a fine estate, cosicché, espletate le procedure di gara, a fine anno, alla scadenza della proroga per Formula ambiente, si procederà con il nuovo appalto.
È quanto hanno fatto sapere l’assessore alla gestione dei rifiuti, Alessandro Bevilacqua, e il sindaco Umberto Di Primio che ha ricordato come, nel 2010, «abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione un appalto che responsabilmente abbiamo deciso di portare avanti. Ma ora, con l’esperienza dei cinque anni passati, siamo in grado di migliorare il servizio con l’obiettivo di riportare il tasso della differenziata al 65% e di garantire una città più pulita». L’obiettivo era stato centrato nel 2012. Poi si è riscesi al 62%.
«Un calo fisiologico», lo ha definito Bevilacqua, «visto che all’inizio, per presentare il nuovo servizio di raccolta rifiuti, abbiamo dovuto fare molti incontri nei quartieri, per sensibilizzare la cittadinanza. Il raggiungimento di quota 65% ha fatto sì che la tassa sui rifiuti diminuisse del 5%. Diminuzione ancora in atto, nonostante si sia perso qualche punto percentuale». Che cosa non ha funzionato con l’appalto attualmente in vigore?
Senza dubbio la raccolta differenziata nel centro storico, che si aggira su percentuali bassissime che non raggiungono il 30%. Per questo motivo ciò che andrà sicuramente rivisto è il sistema di raccolta nel cuore della città. A questo riguardo il dirigente di settore, Paolo Intorbida, e il funzionario, Luca Franceschini, che stanno lavorando sul nuovo bando, hanno ipotizzato la realizzazione di almeno due isole a scomparsa. «Ho già contattato la Sovrintendenza archeologica», ha detto Bevilacqua, «per capire insieme dove poter scavare nel sottosuolo del centro storico per poter sistemare le isole».
Altra novità è il tentativo di andare incontro a chi è in difficoltà aprendo un centro di riuso dove poter sperimentare la pratica del baratto. Grazie a questo centro, beni altrimenti destinati alla discarica potranno essere riutilizzati (ad esempio apparecchiature tecnologiche e vestiario). E, in tema di controlli, alle otto guardie ambientali già in azione, se ne affiancheranno altre sei.
Le aree meno accessibili verranno inoltre controllate per via aerea grazie all’impiego dei droni.(a.i.)

