Rifiuti, Vasto ancora non decide sul Civeta

4 Settembre 2022

Trasformazione del consorzio pubblico: entro il 14 settembre la decisione del consiglio comunale

VASTO. Il dibattito all’interno della maggioranza di centrosinistra sulla trasformazione del consorzio dei rifiuti Civeta di Cupello in società di capitali è ancora in corso, ma la posizione dovrà essere delineata entro il 14 settembre, giorno in cui si terrà il consiglio comunale sull’argomento. La data dell’assemblea civica è stata decisa durante la riunione dei capigruppo consiliari e alla presenza del presidente del consiglio comunale, Marco Marchesani. Vasto è l’unico comune, tra i soci fondatori, che non ha ancora deliberato sull’argomento, nonostante detenga all’interno del consorzio pubblico la maggioranza delle quote. Il dibattito è aperto da alcuni mesi. Cupello, San Salvo, Casalbordino, Monteodorisio, Villalfonsina, Pollutri e Scerni hanno già deliberato, anche se i documenti approvati dalle rispettive assemblee civiche sono diversi. Cupello e Scerni hanno dato mandato al commissario straordinario del Civeta, Valerio De Vincentiis, di trasformare l’ente consortile in società di capitali, senza riserve e condizioni. Gli altri Comuni, pur essendo favorevoli al nuovo assetto societario, hannochiesto la proroga della durata del consorzio (che scade il 30 novembre) e ulteriori approfondimenti contabili e finanziari, oltre ad un parere pro-veritate. Resta da vedere ora cosa farà Vasto.
«La discussione è ancora aperta», dice Marchesani, «abbiamo avuto già diverse riunioni e ce ne saranno altre la prossima settimana». Sembra però che l’orientamento prevalente sia quello di approvare un documento simile a quello varato dal consiglio di Cupello, diverso da quello proposto dai rappresentanti del centrodestra, Francesco Prospero, Vincenzo Suriani e Guido Giangiacomo.
Nel frattempo interviene Camillo D’Amico, capogruppo della lista civica “Insieme per Cupello”. «Sul Civeta le amministrazioni di centrodestra stanno avendo un atteggiamento a dir poco schizofrenico su un argomento che avrebbe richiesto chiarezza e unitarietà», attacca D’Amico, «a partire da San Salvo che si è allineata ai dubbi evidenziati da Casalbordino, Monteodorisio, Pollutri e Villalfonsina. La richiesta di proroga è pretestuosa e strumentale, perché manifesta una profonda divisione interna riguardo alla prospettiva e basata su elementi, come la chiarezza dei conti, del tutto infondata essendo i bilanci del consorzio pubblici». (a.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.