Riforma sanitaria Orlando: ecco che cosa va fatto

LANCIANO. Da Angelo Orlando, ex senatore ed ex consigliere regionale di Rifondazione comunista riceviamo e pubblichiamo. «La documentazione che commissario e assessore alla sanità portano sul tavolo...
LANCIANO. Da Angelo Orlando, ex senatore ed ex consigliere regionale di Rifondazione comunista riceviamo e pubblichiamo.
«La documentazione che commissario e assessore alla sanità portano sul tavolo di monitoraggio romano è come un cocomero che, ogni tre mesi, sembra maturo. Alla sua maturazione dovrebbero pensare il servizio bilancio, la direzione dell’assessorato alla sanità, i direttori amministrativi delle aziende sanitarie locali, i revisori dei conti, la gestione sanitaria accentrata (Gsa), la Kpmg, il tutto con la supervisione, purtroppo spostata nel tempo, della Corte dei conti. Peccato che né i presentatori né i valutatori si preoccupino di quel che c’è nel cocomero, visto che non viene mai tagliato». Secondo Orlando, infatti, «sembra opportuno raccomandare al presidente-commissario di immaginare una nuova delega, quella del rilievo statistico. Il fortunato utilizzatore di questa potente delega potrebbe: 1) chiedere alla Kpmg di valutare costi e ricavi di ogni singolo presidio ospedaliero, come aveva fatto per Chieti nel 2008, quando aveva rilevato uno scarto negativo di 64 milioni di euro; 2) valutare il rapporto costi-ricavi di ogni singolo distretto sanitario di base, comparando gli indicatori nel contesto regionale; 3) valutare il numero e l’impatto finanziario e pratico di tutte le strutture associative di medicina territoriale; 4) valutare la rispondenza tra costi originari e costi delle esternalizzazioni per ogni categoria di servizi; 5) costruire il catalogo delle esternalizzazioni, con la comparazione per ogni singola azienda sanitaria locale; 6) descrivere analiticamente le rispondenze annuali tra costi individuali e retribuzione individuale del personale, in corrispondenza della soppressione di servizi interni a favore delle esternalizzazioni. Una volta compiuto questo percorso, il delegato potrà dedicarsi alla ricostruzione delle schede identificative di tutte le imprese che gestiscono servizi esternalizzati dalle aziende sanitarie locali, evidenziando, attraverso le opportune e legittime operazioni di visura, le composizioni di tutte le associazioni temporanee di imprese, individuando tutte le forme di interazione regionale e interregionale, coinvolgendo anche le altre regioni, così da ottenere un vero e proprio catalogo nazionale. Passando alla cosiddetta compartecipazione alla spesa da parte dei soggetti ricoverati nelle strutture provvisoriamente accreditate, potrebbe quantomeno verificare se agli obblighi degli utenti corrisponda la garanzia della adeguatezza delle prestazioni, controllando il rispetto di tutte le clausole degli accordi di convenzione. Infine, visto che il controllo dell’adeguatezza è una missione, raccolga tutti i verbali delle commissioni ispettive e verifichi quante chiusure o revoche di accreditamento ci siano state, rispettivamente, per i reparti di strutture pubbliche o per le strutture accreditate. Alla fine un bel report, scritto e divulgato, sarebbe certamente gradito a tutta la comunità abruzzese».

