Rifugiato vive nell’ex stazione «Non è occupazione abusiva»
SAN VITO CHIETINO. Assolto perché il fatto non costituisce reato. Può restare nel piccolo ostello creato dentro Zona 22 e quando lo occupò, non commise alcun reato, Mohammed Ismail, 40enne del Sudan,...
SAN VITO CHIETINO. Assolto perché il fatto non costituisce reato. Può restare nel piccolo ostello creato dentro Zona 22 e quando lo occupò, non commise alcun reato, Mohammed Ismail, 40enne del Sudan, residente ora a San Vito Chietino. A stabilirlo il giudice Stefania Cantelmi. Ismail, arrivato in Italia come rifugiato, nel 2015 aveva trovato un tetto sotto il quale vivere in un’area di Zona 22, nell’ex sottostazione di San Vito Marina, dopo che anche gli aiuti della Caritas erano falliti. Aveva così stabilito la propria residenza lì ma il 1 aprile 2015 il Comune, gestore dell’area delle Ferrovie, denunciò l’uomo per occupazione abusiva e deturpamento e imbrattamento di cose altrui. L’uomo è finito a processo. «Ismail aveva vagato tra diverse città prima di approdare a San Vito come rifugiato», dice l’avvocato Patrizio Del Bello, «era stato aiutato anche dalla Caritas. Arrivato a Zona 22, ha trovato un tetto sotto il quale vivere e ha chiesto la residenza al Comune che invece lo ha denunciato per occupazione e deturpamento di locali della Ferservizi spa dati in comodato d’uso al Comune. Dal giugno 2018 però, quell’aera di Zona 22 il Comune l’ha affidata a tre associazioni che hanno creato un piccolo ostello dove vive Ismail». (t.d.r.)
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