Rifugio isolato da giorni: parte la diffida

14 Gennaio 2017

RAPINO. Rifugio Pomilio isolato dalla neve. Il gestore Roberto D’Emilio manda una diffida a Parco, Provincia e Regione. Raggiungere il rifugio, struttura di proprietà del Cai, a 1.888 metri di...

RAPINO. Rifugio Pomilio isolato dalla neve. Il gestore Roberto D’Emilio manda una diffida a Parco, Provincia e Regione. Raggiungere il rifugio, struttura di proprietà del Cai, a 1.888 metri di altitudine e qualche anno messo a nuovo, non è possibile a causa dell’impraticabilità di tre chilometri di strada, coperti da tre metri di neve che nessuno si è preso la briga di sgombrare. Si tratta di un’omessa manutenzione aggravata da uno scaricabarile. Il Parco della Maiella sostiene di non poter intervenire sulla strada, la Provincia di Chieti dice altrettanto, la Regione non si esprime, il Comune di Rapino dà una mano ma non ha mezzi meccanici per intervenire. D’Emilio ha formalmente diffidato l’Ente Parco «all’adozione di misure urgenti idonee a garantire l’accessibilità in sicurezza al Rifugio» e richiesto alla provincia di «vigilare sul rispetto dell’accordo di programma del 2003 mediante il ricorso all’intervento sostitutivo di un Collegio di vigilanza così come previsto dall’accordo stesso». La denuncia non è la prima e si spera sia l’ultima. «Abbiamo speso 270mila euro per rimettere a posto e in sicurezza il Rifugio», dice D’Emilio, «ma qui giocano sulla nostra pelle. Le istituzioni se ne fregano. Nemmeno una telefonata per sapere se siamo vivi. Ma le tasse le paghiamo lo stesso e ogni giorno ci sono spese da sostenere. L’anno scorso per pulire la strada abbiamo speso 15mila per una turbina giunta da Roccaraso. Eppure i turisti ci chiamano perché vorrebbero venire: ma come li facciamo arrivare?». (m.d.n.)