Rifugio Pomilio isolato Micucci scrive al prefetto

Il sindaco di Rapino attacca l’Ente parco: da mesi chiedo che vengano garantite sicurezza e viabilità sulla strada della Maielletta, diffide che sono state ignorate
RAPINO. Il Rifugio Pomilio isolato per 5 giorni con un’intera famiglia? Per il sindaco di Rapino Rocco Micucci «era tutto prevedibile». Da mesi, infatti, il primo cittadino chiede che venga garantita la viabilità sulla strada della Maielletta che arriva fino al rifugio a 1888 metri di altezza, con la rimozione dei massi posti sulla carreggiata dall'Ente Parco. Limite fino al quale arriva ora lo sgombero della neve da parte della Provincia di Chieti, con il conseguente isolamento del “Pomilio” e dei suoi gestori. «A nulla» sostiene Micucci «sono servite le lettere scritte nel mese di giugno, reiterate anche a settembre, e le numerose sollecitazioni telefoniche, in cui si chiedeva all'Ente Parco di ripristinare le condizioni di sicurezza e di incolumità pubblica, rimuovendo immediatamente due enormi massi apposti che restringono la carreggiata. Dopo 5 mesi» sottolinea il sindaco «i massi sono ancora allo stesso punto». Poi sono scattate le diffide anche queste disattese, l’ultima porta la data del 28 novembre ed è indirizzata anche al predetto Antonio Corona. «Sapevo bene che quel limite innaturale apposto dal Parco avrebbe impedito di far rispettare l'impegno, pur garantito nelle intese tra gli enti durante il passaggio di competenze sulla strada prima della Provincia poi del Parco, per permettere l'accesso a quella parte importante di territorio. Mi dispiace constatare che le gestioni che si sono susseguite alla guida del Parco sono tutte identiche: completamente scollegate dalla realtà e dal territorio» bacchetta Micucci. «Questo Ente dovrebbe essere al servizio del territorio, migliorarlo, proteggerlo, dovrebbe comunicare e collaborare con gli Enti locali per il bene comune e invece è totalmente lontano e avulso dalle esigenze di queste comunità, addirittura fino al punto di mettere in pericolo i cittadini». Per il sindaco i massi apposti illegittimamente e in violazione del codice della strada avrebbero comportato «un grave rischio, che solo il caso ha evitato finora sfociassero in qualcosa di grave. E poi» aggiunge «danneggiano il territorio economicamente, poiché limitano l'accesso ad una porzione di località turisticamente importante, che poteva essere rivitalizzato proprio dalla riapertura, dopo anni di contenzioso, del Rifugio Pomilio» . Insomma per Micucci il confinamento forzato dei gestori del Pomilio poteva essere evitato se il Parco si fosse attivato per garantire il ripristino in sicurezza della viabilità. Dopo le diffide ora Micucci torna all’attacco scrivendo al Prefetto, al presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo e al Corpo forestale di Lettomanoppello e Pretoro, competenti per il territorio, invitandoli a rimuovere i massi dalla strada per la Maielletta e ad attivarsi «al fine di prevenire rischi all'incolumità pubblica e a verificare la correttezza di atti e operato accertando eventuali violazioni di legge».

