Rilancio di Pilkington e Denso «Restino i sostegni dello Stato»

22 Marzo 2023

Appello dell’ex sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, come componente del Patto Trigno Sinello «Il governo aiuti aziende e lavoratori in attesa che si chiarisca il passaggio al mercato dell’elettrico»

SAN SALVO. Il settore dell'automotive arranca. Le materie prime continuano a mancare. Sia Pilkington che Denso stanno subendo le conseguenze della crisi dell'auto. A catena anche l'indotto ne risente. Centinaia i posti di lavoro a rischio. Più volte i sindacati hanno lanciato preoccupati Sos al governo. Denso ha chiesto un incontro al ministero del Lavoro. Pilkington attende fiduciosa la proroga dei contratti di espansione. I lavoratori non nascondono di essere preoccupati.
«Stiamo scontando le incertezze del mercato dell’auto», afferma Tiziana Magnacca, presidente del consiglio comunale di San Salvo e componente del Patto Trigno Sinello. «L'incertezza», dice, «è resa ben evidente dalla richiesta del governo in Europa di rinvio del termine del 2035 quale ultimo anno per l’utilizzo del motore elettrico. È necessario che il governo sia in grado di sostenere aziende e lavoratori in attesa che si chiariscano le direttrici mondiali del mercato dell’auto, attraverso soprattutto politiche passive del lavoro. Una volta compresa la direzione, occorre continuare con i finanziamenti volti a sostenere le riconversioni degli impianti, l’ammodernamento degli stessi e l’innovazione, senza perdere mai di vista la necessità di creare in Italia condizioni di competitività rispetto ai competitor che le nostre maggiori aziende hanno in Europa come in Polonia e Ungheria. Le incertezze del mercato, unitamente alla crisi energetica, hanno determinato condizioni non certamente ottimali per un mercato del lavoro fino a qualche tempo fa florido nel settore metalmeccanico in tutto il Paese. Per quanto riguarda San Salvo», riflette Tiziana Magnacca, «non può sottacersi il buon lavoro svolto dalle aziende e dai sindacati per trovare soluzioni che al momento hanno evitato decisioni drastiche, accompagnando i lavoratori in esubero con soluzioni socialmente ed economicamente sostenibili verso il pensionamento. Hanno aiutato certamente le misure messe in campo dal governo, come ad esempio i contratti di espansione, ma sarà certamente necessario una implementazione di questa misura così come una rivalutazione della cassa integrazione. Misure, insomma, che permettano di evitare decisioni definitive sui posti di lavoro e al contempo consentano di superare le incertezze del mercato mondiale e le fragilità oltre che i tanti dubbi che ancora esistono sul via libera al motore elettrico. Dubbi che in molti esprimono considerando la difficoltà di approvvigionamento delle materie prime per la realizzazione delle batterie e anche lo smaltimento delle stesse. Va anche detto», conclude Magnacca, «che le nostre aziende più grandi non sono state ad aspettare, visto che entrambe hanno lavorato per acquisire nuove commesse anche in ambiti tradizionalmente non costituenti il core business aziendali».
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