Rimborsopoli, Febbo assolto dopo tre anni con formula piena

16 Novembre 2016

CHIETI. Mauro Febbo è stato assolto dal tribunale di Verona con formula piena nel processo per per i rimborsi facili nella Regione Abruzzo. Si conclude, dopo tre anni, una vicenda giudiziaria che...

CHIETI. Mauro Febbo è stato assolto dal tribunale di Verona con formula piena nel processo per per i rimborsi facili nella Regione Abruzzo. Si conclude, dopo tre anni, una vicenda giudiziaria che fece molto clamore e vide coinvolti l’allora giunta regionale, il presidente della Regione Gianni Chiodi e diversi consiglieri regionali. Febbo, attuale presidente della commissione vigilanza e consigliere regionale, è stato difeso dall’avvocato Massimo Cirulli. Anche il pm aveva chiesto l’assoluzione al gup. «Finalmente, dopo 1.026 giorni» dice Febbo «si conclude la mia vicenda giudiziaria. Il tribunale di Verona mi ha prosciolto definitivamente con formula piena perché il fatto non sussiste. Il mio operato da ex assessore regionale e la mia condotta personale non hanno macchie». I fatti risalgono a quando Febbo era assessore regionale alle Politiche agricole. Lui si è detto sempre fiducioso nella giustizia. «Oggi finalmente è stato restituito al mio percorso personale, alla mia famiglia e alla mia comunità politica quella dignità, onorabilità e credibilità di cui sono sempre stato baluardo. Non nascondo che questa inchiesta mi ha un po’ turbato perché nella mia storia politica ho fatto della trasparenza e dell’onestà dei pilastri imprescindibili».

L’assoluzione di Febbo è un altro passo verso la definitiva cancellazione dell'inchiesta; gli stessi pm della procura di Pescara Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli, lo scorso anno avevano chiesto l’archiviazione per quindici dei venticinque consiglieri regionali finiti nella maxi-inchiesta, altri sono usciti successivamente dalla vicenda. «Abbiamo chiesto il rito abbreviato e il mio assistito si è sottoposto all’interrogatorio» afferma l’avvocato Cirulli che ha difeso (presso il tribunale di Roma) anche l’assessore Luigi De Fanis. Febbo era stato accusato di aver fatto spese per 2.426,70 euro a carico della Regione non documentate. «Con prove inconfutabili», conclude Cirulli «abbiamo dimostrato che esse furono sostenute per ragioni istituzionali e, addirittura, per altre non fu chiesto il rimborso». Matteo Del Nobile