Rincaro delle bollette Dai sindaci un segnale sul taglio delle spese

A giorni la preparazione del documento per il governo «Uffici pubblici a 18 gradi e 2 ore di luce in meno in strada»
ATESSA. Spetterà adesso ai sindaci mettere nero su bianco le conclusioni dell’incontro svoltosi nel teatro comunale giovedì pomeriggio. Alla presenza del prefetto di Chieti Armando Forgione e del direttore Anci Abruzzo, Massimo Luciani, quasi la metà dei 104 primi cittadini della provincia hanno discusso su “Crisi energetica – l’impatto sui Comuni”. Dalle parole, adesso, si deve passare ai fatti. I primi cittadini dovranno prima portare nelle proprie giunte un documento da approvare che, quindi, passerà in consiglio comunale. Non sarà solo un atto pratico su come le amministrazioni comunali vorranno risparmiare sull’energia elettrica e sul gas, argomenti peraltro importanti e che saranno descritti, ma si tratterà anche di un documento politico perché interesserà la cosa pubblica.
Da Atessa e con le decisioni delle singole amministrazioni comunali, tanto di guadagnato se il loro numero possa aumentar, sarà indirizzato, tramite l’Anci, un segnale importante al governo: «Noi facciamo la nostra parte, voi fate la vostra». E anche se i ristori del governo ai comuni dovessero aumentare e arrivare, impossibile, al 100%, dai comuni si offre comunque un risparmio di energia. Le proposte al vaglio in queste ore dai sindaci non riguarderanno l’abbassamento della temperatura nelle scuole, rimarrà a 20 gradi, ma negli altri uffici pubblici nei quali sarà portata a 18. Per quanto riguarda la pubblica illuminazione ci dovrebbe essere un risparmio di 2 ore, cioè accensione un’ora dopo e spegnimento un’ora prima dell’orario solito. Sarà questo anche un segnale ai cittadini i quali ravviseranno che la crisi energetica con il relativo caro bollette interessa tutti, municipi compresi.
Ma queste soluzioni non avranno solo un valore didattico. I comuni rischiano di non poter chiudere i bilanci con i rincari delle spese di gas e luce e, considerato che in dissesto non si può andare, ecco che la soluzione sarà tagliare i servizi. Cosa, questa, che sempre sui cittadini ricadrà. Ipotesi catastrofiche? Non tanto, considerato che Atessa (l’esempio vale, in proporzione minore o maggiore, per altri comuni) da una spesa di 480.000 euro per l'illuminazione pubblica è passata a 900.000 euro per il 2022. Per il riscaldamento da 190.000 euro, nel 2021, a 403.000 di quest’anno. Nel suo intervento conclusivo il sindaco Giulio Borrelli che ha organizzato l'iniziativa insieme ai sindaci di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, e di Archi, Nicola De Laurentiis, ha tracciato il senso dell'incontro: «Questa è una manifestazione di consapevolezza che rende più facile l'iniziativa politica. Se le società di gestione sanno che tanto paga lo Stato "Pantalone", continueranno a fare il comodo loro. Una buona amministrazione vuol dire anche assumersi le proprie responsabilità per avere più forza nei confronti degli interlocutori politici a livello nazionale e regionale. Se 104 comuni o 7.904 (cioè della provincia di Chieti e dell’Italia, ndc) spengono un'ora la notte le luci, ebbene questo è un segnale politico per il governo. Noi facciamo la nostra piccola parte come territorio per richiamare ognuno alla proprie responsabilità e sottolineare la drammaticità del momento, ma questo lo possiamo fare se saremo uniti».
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