Rinnovato il rito di San Biagio

Fedeli in fila per farsi ungere la gola e difendersi dai malanni
LANCIANO . Chiesa stracolma per la messa celebrata dall’arcivescovo Emidio Cipollone e gente in fila per potersi ungere la gola. Si è rinnovato ieri come ogni anno il rito dell’unzione della gola da parte dei lancianesi nella chiesa di San Biagio, la più antica della città. In molti non hanno rinunciato a questa tradizione per tenersi al riparo dai malanni per tutto l’anno. Il santo, infatti, è conosciuto come il protettore della gola in base alla leggenda secondo la quale avrebbe guarito miracolosamente un bambino che stava soffocando a causa di una lisca di pesce.
Dopo l’unzione con l’olio benedetto si prendono le candele benedette simbolo di luce e, tradizione che non è certo religiosa, ma culinaria e pur sempre legata alla “gola”, si acquistano i tipici taralli di San Biagio, sia quelli “salti” con l’anice che quelli di pasta dolce ricoperta di zucchero. (t.d.r.)
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