Rinnovo del Senato accademico, ecco chi sono i nuovi componenti

Chiamati al voto in via telematica in 1.072: eletti due direttori di dipartimento e quattro professori Il rettore Stuppia: «Sono d’accordo con il ricambio, gli ingressi saranno in carica solo per un anno»
CHIETI. Il Senato accademico dell’università d’Annunzio si rinnova. Entrano sei nuovi componenti nella fascia dei docenti e direttori di dipartimento composta da 11 membri. Martedì scorso i 1.072 docenti di prima e seconda fascia dell’ateneo teatino-pescarese sono stati chiamati a votare per via telematica per scegliere i sei nuovi senatori accademici. Hanno votato in 363. Ieri c’è stato lo scrutinio, sono risultati eletti: i due direttori di dipartimento Alessandro Sarra e Federico Briolini e i docenti Gaetano Curzi, Amelia Cataldi, Marco Spallone e Gianluca Sala.
Sarra dirige il dipartimento di Economia, Briolini quello di Scienze giuridiche e sociali. Curzi insegna Storia dell’arte medievale nel dipartimento di Lettere, Cataldi è l’ex direttrice del dipartimento di Farmacia, Spallone insegna Economia degli intermediari finanziari nel dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico-quantitative e Sala è un biochimico che ha firmato diverse importanti ricerche sul cancro e insegna nel dipartimento di Tecnologie innovative in medicina e odontoiatria. Il Senato accademico è uno dei due organi di governance di ateneo. Ma a differenza del Consiglio d’amministrazione, i cui componenti sono di nomina del rettore, il Senato viene eletto. Con la sola eccezione del rettore e del direttore generale, tutti gli altri componenti vengono votati. Siedono in Senato 11 docenti, tre ricercatori, due rappresentanti del personale dell’università e quattro rappresentanti degli studenti. Essendo un organo elettivo, il Senato rappresenta le istanze della base universitaria. «Sono contento per queste nomine», ha detto il rettore Liborio Stuppia, «sono tutti colleghi che conosco personalmente, in molti casi si tratta di “giovani”dal punto di vista della vita accademica. La legge Gelmini prevede che in Senato, dopo aver fatto sei anni, non si possa più rientrare e questo fa sì che ci sia un ricambio, fattore che personalmente mi trova d’accordo, visto che il rinnovamento è di norma una buona cosa. La nuova elezione è stata indetta per sostituire alcuni docenti che erano decaduti. I nuovi eletti, dunque, non potranno fare un mandato pieno di tre anni, ma di un solo anno».
Ricostituito il Senato accademico in tutte le sue componenti, l’organo inizia a lavorare sui vari argomenti della vita universitaria, ma ce n’è uno su tutti che assume una grande importanza per la d’Annunzio. Lo spiega lo stesso rettore: «Come avviene per ogni elezione di un nuovo rettore, la prima cosa da fare è il nuovo piano strategico, che vale per tutti sei anni di rettorato, ma che a causa di alcune modifiche normative assume questa volta notevole importanza. È appena cambiata, infatti, la norma che riguarda la valutazione degli atenei che, d’ora in poi, sarà centrata proprio sul piano strategico. Si andrà cioè proprio a valutare quanto gli atenei riescano a tener fede al loro programma strategico. Che, dunque, non potrà essere un libro dei sogni. Perciò ritengo che la discussione sul nuovo piano strategico, che traccia le linee per l’università dei prossimi sei anni, possa essere il primo fondamentale banco di prova per il nostro Senato accademico».
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