Riordino scolastico, si accende lo scontro

GUARDIAGRELE. Il gruppo consiliare di minoranza Guardiagrele il bene in comune scende in campo per contestare il Piano di riordino della rete scolastica regionale, recentemente approvato dall’amminist...
GUARDIAGRELE. Il gruppo consiliare di minoranza Guardiagrele il bene in comune scende in campo per contestare il Piano di riordino della rete scolastica regionale, recentemente approvato dall’amministrazione regionale di centrodestra che prevede anche la chiusura della storica direzione didattica di Guardiagrele. «Degli undici accorpamenti previsti», precisa il gruppo, «la Regione ne ha confermato 7 e tra questi c’è la direzione didattica di Guardiagrele. Evidentemente la filiera politica si abbatte sull’anello debole».
Secondo il gruppo di centrosinistra, questo è il risultato «dell’immobilismo e dell’inconsistenza a livello politico» dell’amministrazione comunale di centrodestra guidata dal sindaco Donatello Di Prinzio e dalla sua vice Flora Bianco, che diventa sempre più evidente e lo sarà, ancora di più, dopo l’uscita della Lega dalla maggioranza comunale. «Chi ha usato la scuola come motore elettorale», osserva il gruppo, «dopo aver ottenuto la poltrona in Comune, ancora una volta, ha tradito i cittadini producendo un danno alla città. Di riunioni, scambi di lettere, pareri e comunicazioni non abbiamo saputo assolutamente nulla e, quella che doveva essere una protesta di tutta la città, per rendere forte il dissenso, è una cosa rimasta nel chiuso di qualche stanza».
Guardiagrele il bene in comune evidenzia che il progetto per Guardiagrele «era quello di trasformare la città in un deserto di desolazione civile e sociale», dicono, «ora, la nascita dell’omnicomprensivo Nicola da Guardiagrele-Modesto della Porta chiede all’amministrazione comunale un atteggiamento serio, partecipe e corresponsabile affinché la gestione venga in ogni modo agevolata, cominciando dalla definizione di una tempistica certa per i cantieri e da una riflessione sulla funzionalità di scelte che abbiamo sempre ritenute sbagliate».
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