Riorganizzazione degli uffici, il via libera arriva domani

24 Febbraio 2019

CHIETI. L’ok dei sindacati è arrivato e così anche l’ultimo ostacolo è stato superato. La “microriorganizzazione” o “microstruttura” come viene definita in Camera di commercio, diventa realtà domani,...

CHIETI. L’ok dei sindacati è arrivato e così anche l’ultimo ostacolo è stato superato. La “microriorganizzazione” o “microstruttura” come viene definita in Camera di commercio, diventa realtà domani, con la firma sulla determina del segretario generale facente funzioni Maria Loreta Pagliaricci. Come ha annunciato il vicepresidente vicario Lido Legnini, domani mattina la segretaria renderà operativa la riorganizzazione interna. Ciò significa che nella sede storica di piazza Vico resteranno solo una manciata di dipendenti che fanno riferimento a tre strutture: l’Agenzia di Sviluppo, il Centro Interno e l’Azienda speciale per i porti. Tutti gli altri andranno o a Chieti Scalo, che è la sede legale, oppure nella sede secondaria di Pescara. Chieti perderà quasi la metà della forza lavoro della Camera di commercio, da Pescara, invece, un solo dipendente verrà trasferito a Chieti. Per la precisione, dei 39 dipendenti della sede pescarese, uno solo viene trasferito a Chieti (su sua richiesta). Dei 42 dipendenti delle due sedi teatine, 18 vengono spostati a Pescara. Qui, inoltre, andranno trasferiti, sia pure “temporaneamente” come recita la delibera del 29 novembre scorso, gli uffici di presidenza, della segreteria generale e quelli amministrativi, mantenendo a Pescara i servizi già previsti di promozione camerale. A Chieti restano gli uffici anagrafici e di regolazione del mercato. «Che però», spiega il vicepresidente vicario Legnini, «sono il cuore dell’ente camerale e prevedono anche gli sportelli aperti al pubblico. Per mantenere a Chieti questa struttura abbiamo dovuto trasferire gli altri uffici a Pescara, semplicemente perché nella sede di via Pomilio non c’era spazio, mentre a Pescara di spazio ce n’è a sufficienza».
Nel frattempo si continua a pensare alla successione del presidente dimissionario Mauro Angelucci. La palla tocca a Confindustria, che con i suoi otto seggi è la componente più rappresentativa della Camera. Ma Confindustria è impegnata a sua volta nel rinnovo della propria presidenza, anche se in questo caso non ci sono problemi, perché c’è una sola candidatura, quella di Silvano Pagliuca. Si vota l’8 marzo. E poi si pensa al dopo-Angelucci. (a.i.)