Riparazioni e acqua razionata La Sasi: «Sarà un’estate difficile»

10 Maggio 2024

Ma il presidente Basterebbe rassicura: «Non sarà drammatica, diminuiscono le zone con problemi» Scenderanno da 43mila a 38mila gli utenti che resteranno con i rubinetti a secco nella stagione calda

LANCIANO. «Difficile, ma non drammatica»: così il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe annuncia l’estate 2024 dell’acqua per i residenti degli 87 comuni gestiti dalla Sasi. Senza pioggia e neve a ricaricare le sorgenti le chiusure ci saranno, ma la turnazione coinvolgerà meno Comuni e cittadini: si passerà dai 43mila residenti dello scorso anno ai 38mila di quest’anno. «Ci saranno sacrifici da fare», precisa Basterebbe, «ma tra razionamenti, lavori di riparazione e ricerca perdite che stiamo facendo cercheremo di attutire il colpo».
LA SITUAZIONE
Non è certo un bel periodo per le 170 sorgenti Sasi. La sorgente del Verde, che serve l’80% dei Comuni gestiti dalla società che si ricarica più in profondità e ha bisogno della neve, riesce comunque a erogare 1.200 litri di acqua al secondo, ma con l’accensione dei quattro pozzi di Fara San Martino, – accesi da ottobre scorso – e con chiusure programmate di acqua in diversi Comuni che quindi continueranno. «La situazione non è critica come nel 2007, l’anno nero per l'acqua», spiega Fabrizio Talone, responsabile reti adduzione e distribuzione Sasi, «quando la portata scese a 800 litri al secondo, ma neanche felice come l’anno nel 2015 quando si era anche a 2.800 litri al secondo. Oggi il dato positivo riguarda la popolazione interessata dalle chiusure che è notevolmente diminuita: si è passati dai 44 Comuni e 120mila utenti del 2020 ai 31 Comuni e 40mila utenti del 2023 e prevediamo di scendere a 38mila residenti. Questo grazie ai lavori che stiamo portando avanti che però non possono comunque sopperire alla carenza di neve piogge e alle temperature sempre maggiori». Basta dire che quest’anno a 2.500 metri di altezza, imbuto naturale della sorgente Verde, c’era un metro di neve rispetto ai sei metri dello scorso anno.
I LAVORI
«Non si può essere ottimisti come nel 2023, i cambiamenti climatici incidono non poco sulla portata delle sorgenti in sofferenza, ma riusciremo a contenere i problemi anche quando la popolazione raddoppierà in estate grazie ai lavori che stiamo portando avanti», dice Basterebbe, «in particolare la ricerca perdite, progetto Pnrr da 14 milioni di euro, che ha già dato concreti risultati a Vasto. Ora stiamo operando con 6 squadre diverse in 17 Comuni, tra cui Lanciano, Ortona, Atessa, la costa, e siamo in attesa di avere un altro finanziamento di 12,5 milioni per fare la ricerca perdite in tutti i Comuni. Così avremo, per la prima volta, una mappatura completa del territorio con la relativa posizione e condizione dei tubi, sia di quelli primari che secondari dei centri storici».
LE NUOVE OPERE
Ma sarà con i tre progetti Pnrr della nuova condotta da Fara a Casoli (8 milioni), da Casoli a Scerni (20 milioni) e la realizzazione del potabilizzatore da 400 litri e l’interconnessione delle reti (16 milioni) e le riparazioni che si otterrà più acqua. «Ieri abbiamo affidato a 14 imprese locali la riparazione dei tubi per la maggior parte compromessi, trovati con la ricerca perdite», continua il presidente, «e avviato i lavori per la terza canna, da Fara a Casoli e da Casoli – dove partono le due ramificazioni dell’acquedotto Verde verso la parte di Lanciano e del Vastese – fino a Scerni il punto più alto da cui spingere l’acqua verso Vasto e San Salvo, ma saranno conclusi dopo il 2026». «Questi lavori Pnrr sono una sfida», chiude il direttore dell’area tecnica Pio D’Ippolito, «per la loro importanza e complessità ma anche per gli iter burocratici lunghi: per avere l’autorizzazione Via per il potabilizzatore c’è voluto un anno e mezzo. La data di scadenza per finire i lavori è il 2026 se non vogliamo perdere i finanziamenti, noi stiamo accelerando i tempi anche premiando economicamente le ditte se faranno prima i lavori, ma servono anche procedure più veloci».
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