Riparte la Pilkington «Ma il futuro è a rischio»

22 Agosto 2020

Da lunedì l’attività del colosso del vetro di San Salvo torna quasi a pieno regime I sindacati: «La frenata del mercato dell’auto è pesante, in arrivo mesi di crisi»

SAN SALVO. Da lunedì alla Pilkington si riprende a lavorare quasi a pieno regime. Riparte il colosso di San Salvo ma, all’orizzonte, si presenta un autunno pieno di incognite aggravato dalle notizie di questi giorni. L’aumento dei contagi da coronavirus mette in allarme anche le aziende. «Ma non certo per i contagi in fabbrica che la Pilkington è riuscita ad evitare con la prevenzione», spiega Emilio Di Cola, segretario provinciale della Filtcem Cgil. Quello che preoccupa sono le ricadute sul settore auto: «Abbiamo timore per le conseguenze sul settore produttivo e dell’auto in particolare. Un nuovo lockdown sarebbe drammatico», dice Di Cola, «la ripresa c’è ma ci aspettano ancora mesi difficili».
Il colosso vetrario, dopo 4 mesi, ha riattivato l’attività produttiva del forno Float Ss2. Dal 14 maggio scorso, il forno era stato posto nella cosiddetta fase “hot hold”, ossia in veglia. La riaccensione è un passaggio accolto con un sospiro di sollievo, anche se i sindacati frenano gli entusiasmi: «La leggera ripresa del mercato automobilistico», dice Di Cola, che segue passo passo le vicende della fabbrica con i colleghi Franco Zerra della Femca-Cisl, Arnaldo Schioppa della Uil e Domenico Ranieri dei Cobas, «non significa che tutti i problemi siano risolti».
Pilkington, dal mese di marzo e fino a metà maggio ha speso 75mila euro al giorno per produrre vetro da rottamare. Poi, il Float Ss2 è stato messo in stand-by per limitare le perdite. Ora ha ripreso la regolare produzione. Il gruppo giapponese Nsg Pilkington ha spento già due forni in Giappone e Malesia ed è intenzionato a spegnere anche un terzo forno in Europa. Il rischio che la scelta ricada su San Salvo non è affatto stato scongiurato. «La speranza è che l’ondata di nuovi contagi si fermi e, prima possibile, il mercato globale riprenda a muoversi», insiste il sindacalista. È prevista una riduzione del 40% dei volumi produttivi per l’anno finanziario 2020-2021; bloccati gli investimenti e le fermate gestite passo passo.
La parola d’ordine alla Pilkington, come nel resto delle aziende del Vastese, è stringere i denti in attesa che passi l’incubo Covid e il mercato – già in crisi prima della pandemia – ritorni a crescere. «Il rientro in fabbrica sarà all’insegna della massima prevenzione», dice Di Cola. Grazie al controllo della temperatura, all’igiene con mascherine, guanti, disinfettanti e trasferte ridotte, l’azienda ha superato i mesi più difficili. L’autunno sarà caratterizzato da minuziosi controlli sia per chi arriva dall’esterno che per difendere il personale di portineria. A proteggere i dipendenti ci sono anche divisori in cristallo. All’ingresso posti di controllo della sorveglianza. Gli addetti alla logistica e carico-scarico a contatto con personale esterno dovranno indossare sempre la mascherina.