Ripartono i lavori a Palazzo d’Achille

Tolti i sigilli su ordine della procura, da lunedì gli operai tornano nel cantiere. In 6 restano indagati fra tecnici e imprenditori
CHIETI. Ripartiranno lunedì prossimo i lavori a Palazzo d’Achille. Ieri mattina, su disposizione del sostituto procuratore Giuseppe Falasca, è stata infatti dissequestrata la storica sede del Comune, inagibile dal terremoto del 2009 e al centro di un’inchiesta con sei persone tuttora indagate, fra tecnici e imprenditori, per concorso in turbativa d’asta, truffa aggravata e falso materiale e ideologico. «Nel giro di tre mesi», assicura il sindaco Umberto Di Primio, «l’intervento verrà terminato e il municipio potrà essere restituito alla città».
I SIGILLI. Per riepilogare la vicenda, bisogna tornare indietro allo scorso 13 dicembre quando, sempre su decisione della procura, scattano i sigilli nell’ambito dell’indagine condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, coordinati dal maggiore Massimo Capobianco e dalla tenente Maria Di Lena, e dai militari dell’ispettorato del lavoro, diretti dal luogotenente Matteo Del Mastro. Al tempo stesso, il pm dispone un accertamento tecnico non ripetibile per verificare la corrispondenza tra «la consistenza delle opere realmente eseguite» in municipio «e la constatazione dei lavori descritti “nell’accertamento tecnico contabile”», documento redatto da un architetto incaricato dal Comune. Il sequestro si rende necessario perché ulteriori interventi potrebbero compromettere «l’accertamento dei fatti disperdendo le tracce dei reati».
LA RICHIESTA. La scorsa settimana, però, il Comune chiede il dissequestro: l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice, davanti agli inquirenti, assicura che i lavori di ultimazione di Palazzo d’Achille – dall’importo complessivo di circa 360mila euro – non incideranno sulle opere finite nel mirino della procura e per le quali è stata ordinata la perizia. E arriviamo così a ieri mattina, con la sede del municipio tornata a disposizione del Comune. «La scelta della Procura di dissequestrare il cantiere», dice l’avvocato Marco Femminella, difensore di tre degli indagati, «mette in equilibrio le legittime esigenze investigative con l’altrettanto legittima tutela dell’economia: la città non perderà il finanziamento e l’opera potrà essere conclusa».
CASO IN TRIBUNALE. Il prossimo passo dell’inchiesta è in programma il 18 febbraio: davanti al giudice Luca De Ninis, verranno formulati i quesiti ai quali dovrà rispondere il perito incaricato dal tribunale, l’ingegnere Giampiero Di Primio.
I LAVORI. Stando a quanto sostenuto dal Comune, i lavori di Palazzo d’Achille sono già «conclusi per una percentuale, accertata dal collaudatore in corso d’opera, pari a circa l’80%. Sono stati realizzati il recupero dell’edificio mediante specifiche tecnologie e materiali per il consolidamento degli elementi portanti, l’installazione di nuovi impianti tecnologici, la ristrutturazione e sostituzione della pavimentazione, degli infissi interni ed esterni, il nuovo impianto di riscaldamento, l’adeguamento degli ascensori, intonaci e tinteggiature interne, l’adeguamento impiantistico generale oltre all’adeguamento di sicurezza e antincendio». Il sindaco Di Primio assicura che gli operai torneranno a lavoro già dalla prossima settimana: mancano solo il completamento della pavimentazione, degli infissi e di altri lavori ritenuti marginali.
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