Risanamento del Feltrino Patto tra cinque Comuni

29 Dicembre 2017

Lanciano, San Vito, Castel Frentano, Frisa e Treglio firmano il contratto di fiume Lotta alle discariche abusive con le fototrappole, depurazione e nuove piante

LANCIANO. Dallo studio si passa ai fatti, alle azioni per la riqualificazione del corso d’acqua. Cinque sindaci firmano il Contratto di Fiume Feltrino, strumento che mette insieme Lanciano, Castel Frentano, Treglio, Frisa e San Vito, la Regione e il Centro documentazione sui conflitti ambientali che ha preparato lo studio e informato la popolazione sullo stato del fiume e le azioni per riqualificarlo.
IL CONTRATTO. «Siamo di fronte a una sfida importante per il nostro territorio», dice il sindaco di Lanciano Mario Pupillo, «per il recupero e la valorizzazione di un fiume troppe volte maltrattato dall’uomo. Il 2018 sarà l’anno della svolta. Il contratto di fiume è un percorso, un processo di programmazione negoziata e partecipata volto al contenimento del degrado e alla riqualificazione dei territori. Insieme Comuni, Regione e Provincia possono risanare il torrente e il territorio». «È un lavoro che parte nel 2015», precisa l’assessore all’ambiente Davide Caporale, «quando si sono avviati i primi studi sul fiume e il suo bacino ed è stato stilato il dossier dal Centro documentazione sui conflitti ambientali (Cdca), presieduto da Silvia Ferrante, che ha rilevato criticità ma anche soluzioni, che dal 1° gennaio inizieremo ad attuare».
LE DISCARICHE. «In parte le stiamo già attuando», evidenziano i sindaci, «con la lotta alle discariche abusive». «Una decina di giorni fa», dice Emiliano Bozzelli (San Vito), «il Comune con l’Ecolan ha bonificato una grossa discarica in località Castellana dove incivili hanno buttato di tutto». «Con le bonifiche siamo già nella fase operativa», aggiunge Gabriele D’Angelo (Castel Frentano), «che dobbiamo implementare con l’arrivo delle fototrappole, due per ogni Comune, per scovare gli incivili». Tra il 23 agosto e il 15 settembre sono stati bonificati 70 siti: 15 a San Vito, 4 a Frisa, 40 a Lanciano, 9 a Treglio e due a Castel Frentano. Contenevano anche materiali pericolosi.
IL FELTRINO OGGI. Tommaso Pagliani, direttore scientifico del contratto di Fiume, oltre a inquinamento, parla di dissesto idrogeologico e degrado ambientale. «In realtà a livello di acque c’è un miglioramento con l’attivazione del depuratore di Santa Croce», spiega, «si è dimezzata la concentrazione di batteri alla foce. Ma c’è ancora molto da fare, per via delle tante fosse Imhoff e degli scarichi delle case direttamente in acqua. Poi c’è il dissesto idrogeologico, per l’assenza quasi totale di vegetazione, oltre che dalla difficile conformazione geografica del Feltrino, e il problema delle esondazioni, con le bombe d’acqua, la mancanza di piante e un’agricoltura intensiva che restringe il fiume che invece avrebbe bisogno dei suoi spazi».
LE AZIONI. Interventi sulla depurazione, creazione di collettori fognari e fitodepuratori a valle delle fosse Imhoff. Poi pianificazione di interventi di miglioramento del fondale e degli argini del Feltrino, difesa e uso sostenibile del suolo, piantumazione di alberi e agricoltura sostenibile. Ci sono poi azioni volte a valorizzare la fruizione turistica del territorio. Ma servono fondi da recuperare tramite Regione, Comuni e Unione Europea.
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