Risarcimento da oltre un milione
Processo ex fonderia, la richiesta delle parti civili all’imprenditore Enio Colasante
CHIETI. Il Comune di San Giovanni Teatino e un residente del paese chiedono all’imprenditore di Guardiagrele Enio Colasante un risarcimento danni di quasi un milione e mezzo di euro per la mancata bonifica della ex fonderia Di Nicola.
Esplode un’altra grana giudiziaria per il sessantenne guardiese titolare della ditta Master Building Sardinia srl, che ha acquistato all’asta l'area dove insistono gli immobili della ex fonderia Di Nicola. L’imprenditore, insieme al fratello Antonio Colasante, era finito al centro dell’indagine della Procura di Lanciano su un giro di pagamenti non dovuti per il lavaggio delle divise del personale ospedaliero della Asl. Ieri, invece, al tribunale di Chieti, davanti al giudice Andrea Di Berardino, con il pm Roberta Capanna, è partito il processo che lo vede accusato di aver inquinato l’ambiente realizzando una discarica abusiva, non avendo bonificato dall’eternit il sito. Secondo il pm Giancarlo Ciani, che ha condotto le indagini, Colasante «avendo acquisito l’area su cui insistono gli immobili della ex Fonderia, in via Mazzini 31, già dal 25 maggio 2013, omettendo di attivarsi entro un anno dall’acquisizione dell’area, al fine di eseguire attività di bonifica, realizzava una discarica abusiva di rifiuti pericolosi e non, depositati sul suolo e nel suolo». Colasante, quando acquistò l’area all’asta del tribunale, ebbe un cospicuo sconto, di quasi 2 milioni di euro, a patto che avesse bonificato il sito dall’eternit. L’indagine partì a seguito della denuncia di un residente di San Giovanni Teatino, proprietario di un terreno accanto all’ex Fonderia. Il residente figura nel processo come parte offesa e, assistito dall’avvocato Bruno Gallo, ha chiesto un risarcimento danni di 250 mila euro. Oltre un milione di euro (a tanto ammontano i costi di bonifica) è la cifra richiesta dal Comune di San Giovanni Teatino che, assistito dagli avvocati Carlo Costantini e Omar Sanelli, si è costituito parte civile. Ieri mattina in udienza era presente anche il sindaco della cittadina, Luciano Marinucci. Il processo è stato rinviato al prossimo 2 ottobre.

