Risarcisce l’ex fidanzata per il video osé

Vasto. La giovane ritira la denuncia e accetta i soldi. L’uomo ha rischiato la condanna fino a 4 anni
VASTO. Ha accettato il risarcimento e tolto la querela nei confronti del quarantenne di Vasto che la scorsa estate ha filmato le effusioni amorose ricevute da lei durante un loro incontro e poi ha inviato le immagini agli amici. «La mia cliente ha preferito chiudere questa vicenda che le ha procurato tanto dolore e preoccupazione», dice l’avvocato Gianni Menna che ha assistito la donna. Ieri l’imputato è comparso davanti al giudice Antonini. Tramite il suo difensore, l'avvocato Elisa Pastorelli ha presentato alla vittima una offerta che è stata accettata. Il quarantenne ha rischiato una condanna da 6 mesi a 4 anni di reclusione per “Interferenze illecite nella vita privata”. Le immagini incriminate non ci sono più. «In compenso c'erano i messaggi inviati dal quarantenne su wathsapp che raccontavano e confermavano l’accusa», dice l’avvocato Gianni Menna. Per la Cassazione anche gli sms sono «lesivi della dignità oltre che del decoro e dell’onore della persona offesa». È una «lesione della dignità».
La donna si fidava ciecamente di quell’uomo. Ad avvisarla dei filmati è stato un amico comune. Lui messo alle strette ha cancellato il filmato ma poi si è autoaccusato con i messaggi. Attraverso la ricostruzione telematica delle annotazioni dell’imputato il tribunale avrebbe potuto stabilire la sua responsabilità.
La vicenda è finita in aula dopo accurate indagini della Procura. La magistratura ha citato in giudizio il quarantenne ritenendo il suo comportamento indiscutibilmente e gravemente lesivo della onorabilità della donna.
«La mia cliente ora vuole solo ritrovare la serenità e dimenticare. È stata risarcita del danno di immagine e del trauma interiore. Un trauma che, inevitabilmente peserà sulla sua futura vita sentimentale. Questa storia racconta purtroppo la superficialità con la quale, attualmente, vengono vissuti e considerati i rapporti, sia sociali che intimi. Spesso ci si dimentica del male che si può provocare ad una persona», ribadisce l’avvocato Menna. (p.c.)
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