Rischia la chiusura il centro anziani

24 Ottobre 2012

In bilico anche altri servizi sociali. Iacobitti (Pd): si cerca di svuotare l’operatività di Chieti Solidale

CHIETI. Il centro diurno per anziani in piazza San Pio X è a rischio chiusura o ridimensionamento. Il servizio, che oggi assicura attività di socializzazione a una quindicina di anziani soli, che qui possono seguire programmi per mantenere la propria autonomia di vita, è tra quelli che il Comune vorrebbe eliminare dal 1° novembre.

In bilico anche alcune azioni del programma per minori, svantaggiati e non, denominato Centro ragazzi 2000. In particolare, l’ente vorrebbe depennare, tra gli altri, il progetto adolescenti o quello famiglie e i laboratori didattici con le scuole oltre a non prevedere più l’impiego dell’assistente sociale nel centro diurno polifunzionale, nell’assistenza domiciliare minori e nel centro servizi immigrati. Tutti servizi individuati dal piano di zona, che l’amministrazione vuole sospendere secondo le indicazioni date dall’ufficio Politiche sociali a Chieti Solidale. L’azienda ha una controproposta, che presenterà questa mattina all’assessore Emilia De Matteo, per scongiurare il peggio. I servizi sono in via di sospensione perché si stanno ridefinendo le priorità degli investimenti assistenziali, ridisegnando la mappa dei singoli servizi sociali attivi. Questi che si vorrebbe cancellare sono definiti dal Comune «particolarmente inefficaci, diseconomici e comunque male coordinati con la rete dei servizi gestita dal servizio sociale professionale».

I servizi verranno di fatto sospesi e ci sono posti di lavoro a rischio? «Auspichiamo di no, per questo abbiamo presentato una ipotesi alternativa» spiega Giuseppe Melchiorre, presidente di Chieti Solidale, «proponiamo un riassetto che, in alcuni casi, come per il centro anziani, prevede meno ore di attività ma lo mantiene».

Il presidente è fiducioso in una mediazione positiva ma della vicenda offre una lettura decisamente negativa Enrico Iacobitti, che in questa operazione vede prima di tutto il tentativo di svuotare di contenuti operativi Chieti Solidale, oltre a criticare l’iter seguito dall’amministrazione. «I servizi previsti nel piano sociale di zona», dice il segretario cittadino del Pd, «possono essere rimodulati solo dietro consultazione del gruppo di piano e quindi inseriti in una delibera che va approvata dal Consiglio comunale. Non si possono sopprimere servizi con una semplice lettera dell’ufficio comunale di riferimento. In questa operazione riesco a vedere solo il tentativo di togliere servizi a Chieti Solidale. Del resto, questa amministrazione non ha mai scommesso molto sulle partecipate. Per Teateservizi, a quasi tre anni dall’insediamento, non c’è ancora un piano industriale serio, e ora, per Chieti Solidale, che ha un bilancio attivo con un fatturato che supera i 7 milioni e 593mila euro, prevede la soppressione di servizi per vie, tra l’altro, illegittime». (s.b.)

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