Rischio crolli: paura per 10 famiglie

Casa inagibile da un anno ma dopo le ultime scosse rischia di abbattersi su altre abitazioni
LANCIANO. Il tetto è già crollato, il resto sono mattoni al vento e crepe profonde. Una casa inagibile e pericolante nel centro storico mette a rischio una decina di abitazioni vicine. C’è paura nel rione di Civitanova a causa di una casa che, da circa un anno, è stata dichiarata inagibile dai vigili del fuoco e che, tra scosse di terremoto e forti piogge, è diventata un vero pericolo per chi vi abita vicino. I residenti spaventati la guardano a vista, ma temono che possa crollare da un momento all’altro, travolgendoli tutti.
Le case, nel vicolo 1 di via Garibaldi, sono l’una aggrappata all’altra e quelle di fronte distano poco più di due metri. Se, quindi, la casa pericolante al centro del vicolo cadesse, si trascinerebbe dietro almeno le due a cui è attaccata, che comprendono tre appartamenti, altre due vicine e danneggerebbe quelle difronte. Per non parlare delle altre tre case attaccate sul retro. Insomma, si avrebbe un effetto domino devastante. Dopo la scossa di domenica e l’acquazzone di giovedì la situazione è peggiorata. Gli scricchiolii sono aumentati e alcuni residenti, preoccupati, si sono rivolti alla polizia. «Mercoledì sera prima della polizia abbiamo chiamato i vigili del fuoco», racconta Tiziana Pitucci, il cui appartamento condivide un muro con la casa pericolante, «quando sono arrivati i pompieri, però, hanno detto di non poter entrare visto che la casa era stata dichiarata inagibile un anno fa». La nevicata del gennaio scorso aveva causato il crollo del tetto. Da allora i vigili hanno dichiarato l’abitazione inagibile e hanno anche transennato l’area perché a rischio. «Poi una transenna è sparita», riprende Pitucci, «il vicolo è stato riaperto e noi residenti abbiamo posto la transenna che restava davanti la porta della casa. Dalla nevicata non è stato fatto nulla. Giovedì, quindi, i pompieri si sono rifiutati di entrare perché, dopo mesi di intemperie e terremoti, la situazione è peggiorata. Quindi abbiamo chiamato carabinieri e polizia, che alla fine è venuta a vedere la situazione». Ieri mattina poi la donna, con altri tre residenti, si è recata in commissariato per sporgere denuncia contro il proprietario della casa: il Comune. «Ma la polizia ci ha bloccato e informato che avrebbe proceduto d’ufficio», raccontano i residenti, «siamo esasperati, abbiamo paura».
E basta guardare la casa per rendersi conto. La grondaia è appesa ad una fila di mattoni in bilico, dal tetto che non c’è filtra una luce sinistra che evidenzia finestre rotte, intonaco e mattoni a pezzi e macchie di umidità che fanno paura. «La casa oscilla», racconta ancora la Pitucci, «la mattina della scossa ho pensato crollasse e da allora sentiamo rumori sinistri». «Abbiamo interessato il Comune», aggiunge un altro residente, Pietro Castello, confinante, «siamo andati due volte all’ufficio tecnico per denunciare la situazione. Ci è stato risposto che doveva essere rintracciato il proprietario, che servivano 30 giorni, poi 90 e che, alla fine, se il proprietario non si rintracciava ci avrebbe pensato il Comune. Stiamo ancora aspettando». «Viviamo nell’ansia», chiudono i residenti, «è mai possibile che bisogna sempre aspettare la tragedia per intervenire?».
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