Rischio frana, chiude la pista ciclabile

4 Aprile 2019

Transito vietato a bici e pedoni sotto la galleria ferroviaria. Il sindaco: «Verifiche in corso, riapriremo prima possibile»

ORTONA. Undici mesi dopo l’inaugurazione ufficiale, un movimento franoso incombe sulla pista ciclopedonale. Era il 5 maggio 2018, nel pieno del programma per le festività patronali del Perdono, quando sul suggestivo tracciato, che attraversa via del Porto e arriva fino ai Ripari di Giobbe, autorità, amministratori regionali e comunali e diversi cittadini parteciparono al taglio del nastro del percorso. Ora però si è resa necessaria la chiusura di un tratto di esso, nello specifico quello che dalla galleria ferroviaria sotto il Castello Aragonese conduce verso i Ripari di Giobbe. Si tratta di circa 120 metri compresi tra i due estremi della galleria ferroviaria “cimitero”. Il movimento franoso ha interessato, in località Peticcio, l’area al di sopra della galleria ferroviaria all’interno del cantiere del raddoppio della linea ferroviaria Pescara-Bari, e ha reso potenzialmente pericoloso il transito sul tratto sottostante della pista ciclopedonale. «La chiusura del tratto interessato», spiega il sindaco Leo Castiglione, «è conseguenza della segnalazione giunta all’ufficio tecnico da parte della stazione di Ortona dei Carabinieri Forestali che nel corso di alcuni sopralluoghi in zone esposte del nostro territorio hanno evidenziato un movimento franoso al di sopra della galleria ferroviaria “castello”, all’interno del cantiere ferroviario». L’interdizione segue quella emessa nei mesi scorsi, in un altro tratto del medesimo percorso ma per motivi differenti. Il tracciato, infatti, non è stato percorribile per qualche tempo dall’ingresso di via del Porto fino al punto in cui si interseca con il percorso che scende giù dal Parco Ciavocco, a causa di opere riguardanti la messa in sicurezza delle tubazioni dell’Eni che scorrono nelle vicinanze della pista. In quell’occasione, però, non tutti hanno rinunciato all’idea di passeggiare sul tratto vietato, tanto che c’era chi aggirava lo sbarramento installato e proseguiva il cammino in barba ad ogni divieto. L’auspicio è che casi di questo genere non si ripresentino sul tratto attualmente interdetto a pedoni e ciclisti. In tal senso diversi avvisi lungo la pista richiama l’attenzione sull’ordinanza emessa dal sindaco per motivi di sicurezza. «Il provvedimento si è reso necessario», conclude il primo cittadino, «in attesa di conoscere i motivi del dissesto e le ulteriori verifiche tecniche che saranno eseguite al più presto dagli enti interessati ai lavori del cantiere. Vigileremo con la massima attenzione sul ripristino delle condizioni di massima sicurezza dell’area». Si lavora ad una riapertura nel più breve tempo possibile, ma al momento non abbiamo ancora tempistiche certe.
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