Rischio frane, Chieti è in stato di emergenza

30 Agosto 2023

Approvate le risorse dal Consiglio dei ministri. Richiesti oltre 100 milioni per i danni del maltempo

CHIETI . Il Consiglio dei ministri ha riconosciuto lo stato di emergenza alla provincia di Chieti per un anno dopo i danni del maltempo negli scorsi mesi di maggio e giugno. Finanziamenti che permetteranno di mettere in sicurezza alcune zone interessate dal dissesto idrogeologico. Sul fondo nazionale sono stati stanziati 4.120.000 euro. La richiesta del Comune di Chieti «ammonta a circa 100 milioni di euro», ricorda il sindaco Diego Ferrara, «fondi che ci consentirebbero di intervenire e sostenere la cittadinanza». Rimane però ancora in dubbio quante risorse arriveranno «visto che», continua il sindaco, «l’erogazione riguarda le province di Chieti, Pescara e Teramo. Aspettiamo l’ufficialità per renderci conto degli interventi possibili che sono tanti, imponenti e riguardano sia la messa in sicurezza in emergenza di tutte le zone interessate e sia i ristori alle persone che non hanno più un tetto e che hanno dovuto lasciare la casa».
Diverse sono le aree a rischio smottamento e su cui saranno indirizzare al più presto le attese risorse. «Le iniziative da noi prese sin dall’inizio del mandato sono diverse», continua Ferrara, «siamo partiti dal via Arenazze che era la situazione più critica, ma siamo intervenuti anche altrove, al Theate Center, ad esempio, portando a termine un lavoro sulla scarpata e aperto altri scorci di analisi in altre zone critiche come via Ettore Janni».
Gli interventi sul dissesto idrogeologico sono parte del programma triennale delle opere pubbliche previsto dal Comune. «Siamo operativi per 500 mila euro con la manutenzione di scarpate e fossi e stiamo impiegando 2 milioni di euro per la progettazione degli interventi da fare nelle aree segnate dal fenomeno», conclude Ferrara, «appena insediati abbiamo voluto fare il punto di tutto ciò che era stato fatto e ciò che non era stato fatto: per questo abbiamo cercato e impiegato risorse per studi e monitoraggi, coinvolto la protezione civile regionale prima e anche nazionale, creata una task force con il nostro settore tecnico, con l’università d’Annunzio ed esperti che ci fossero di sostegno e aiuto per le decisioni da prendere». (cr.ch)
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