Rischio frane, il monitoraggio «non funziona»

14 Novembre 2024

L’assessore Bomba risponde all’interrogazione di Verna sul dissesto idrogeologico in città

LANCIANO. «Il sistema di monitoraggio di Corso Trento e Trieste funziona? E’ stata fatta la manutenzione ordinaria? Che dati sta producendo?». Sono le domande dell’interrogazione che l’opposizione ha presentato nel consiglio comunale di ieri. Domande volte a capire, come spiegato dal consigliere Giacinto Verna (Azione) se il sistema, geologico e geotecnico, montato per controllare i fenomeni di dissesto di Corso Trento e Trieste dopo la voragine apertasi nel 2018 sta funzionando, per una questione di sicurezza, per capire i movimenti del terreno perché le relazioni avute in passato parlavano di «dissesto in atto, in evoluzione». E dalla risposta dell’assessore ai lavori pubblici Paolo Bomba è emerso che il monitoraggio non funziona «perché è un sistema di controllo e non di allerta», come «non funzionano i sistemi di monitoraggio in altre zone come Santa Giusta dal 2014» e che le zone del «Corso, della Petrosa, del Diocleziano e via Del Ponte nel Pai(piano assetto idrogeologico) della passata amministrazione non sono zone rosse ad altissimo rischio idrogeologico, pericolose bensì bianche». «Il monitoraggio esistente introdotto nel 2018 era conoscitivo», spiega Bomba, «non di allerta. Su consiglio dei tecnici abbiamo deciso di sospenderlo e di proiettarci verso monitoraggio che ha finalità di allerta, cioè che dà risposte in tempo reale a eventuali situazioni di pericolo. Per quanto riguarda le frane abbiamo dovuto spacchettare il progetto da 12 milioni in lotti funzionali e abbiamo trovato delle incongruenze cartografiche: le zone franose di Corso Trento e Trieste, piazza D'Amico e Diocleziano non sono classificate come rosse, ma bianche, quindi escluse da qualsiasi finanziamento. Un errore gravissimo. Siamo costretti a fare una variante al Pai per le aree e poi chiedere i fondi. Per restare sul monitoraggio ricordo che anche quelli di Santa Giusta sono fermi addirittura dal 2014». «Sul Pai torneremo», chiude Verna. «Avete confermato che il monitoraggio non funziona, non c'è una società che legge i dati, che fa manutenzione, quindi non sappiamo cosa sta accadendo nel sottosuolo del centro della città anche se i danni in superficie sono ben visibili». (t.d.r.)