Rischio piena, il Sangro osservato speciale

Sant’Eusanio, la portata è sotto controllo. Ma preoccupano lo scioglimento della neve e le piogge
SANT’EUSANIO DEL SANGRO. È tenuto sotto controllo il fiume Sangro. Per il momento la sua portata è di 50 metri cubi al secondo. Destano apprensione, però, i prossimi giorni, quando lo scioglimento delle abbondanti nevicate e le eventuali piogge potrebbero causare un aumento della portata. Fa ancora paura la piena di quattro anni fa e ancora quelle del novembre 1990 e dell’aprile 1992, quando il fiume raggiunse una portata di 1.860 metri cubi al secondo straripando in più punti. Preoccupazioni destano diversi rami e tronchi che iniziano a depositarsi sotto i ponti, in modo particolare quello della foce, anche se la situazione è ben lontana dallo scorso anno. Il rischio è che, con un’eventuale piena, si possa creare un effetto tappo devastante. «Non siamo in una fase allarmata», dice Mario Pellegrini del Cisdam (Centro studi per gli ambienti mediterranei), «però bisogna prestare attenzione. Che cosa succederà nei prossimi giorni non possiamo saperlo e speriamo che tutto avvenga senza provocare danni». Il Sangro nasce nel Parco Nazionale d’Abruzzo, nel territorio di Pescasseroli; a Barrea c’è una prima diga e a Bomba una seconda. Alcuni chilometri a valle dell’omonimo lago, il fiume riceve le acque dell’Aventino e, in corrispondenza dell’innesto, si ha l’Oasi Wwf di Serranella. Il Sangro, con le sue dighe, ha una certa regimentazione delle acque, cosa che invece non ha l’Aventino. Questo riceve le acque, dopo la diga di Bomba, dal Verde (Fara San Martino), dall’Avello (Pennapiedimonte) e dal Laio (Guardiagrele), torrenti che in particolari condizioni, come copiose nevicate o piogge abbondanti (o l’abbinamento delle due condizioni atmosferiche), possono far aumentare la portata del Sangro a Valle. L’Aventino, per esempio, nel 2009 è straripato in più punti allagando la vallata e trasformando le campagne in acquitrini. Attenzione meritano anche i torrenti che scaricano a valle di Serranella: Gogna (da Castel Frentano e Sant’Eusanio), Pianello (Perano-Archi), Appello (Atessa). «Bisogna prestare sempre molta attenzione alla natura e soprattutto fare prevenzione», dice Pellegrini, «gli interventi che abbiamo fatto a Serranella, cioè l’allargamento e il ripristino delle antiche lanche fluviali, una sorta di laghetti, hanno una funzione di cassa di espansione e quindi mitigano un’eventuale piena».
Matteo Del Nobile
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