Rischio sfratto per 300 universitari
Lettere dalla società che gestisce lo Studentato li invita ad andar via
CHIETI. Effetto Termopoli sugli universitari. Sono trecento gli studenti che rischiano di finire in mezzo alla strada perché “sfrattati” dagli alloggi del mega palazzo nel Villaggio del Mediterraneo. Un fulmine a ciel sereno si sta abbattendo in queste ore sulla testa di decine di giovani soprattutto di altre regioni che hanno scelto Chieti come sede degli studi per laurearsi. Alcuni di questi, ieri sera, si sono rivolti al Centro per chiedere aiuto. Ma la vicenda è molto più complessa di quella che appare. Nessuno dei trecento universitari è moroso, ma ciascuno di loro si ritrova a pagare le conseguenze di una querelle scoppiata tra il Comune e la società del Sud che gestisce lo studentato. Proprio quest'ultima, a detta degli studenti, starebbe inviando lettere con cui i ragazzi sono invitati ad autorizzare l'apertura di un pensionato o di una casa albergo. Autorizzazione mai rilasciata, anzi la Regione recentemente ha diffidato il Comune ad autotutelarsi mettendo in mora la società privata, badate ben non una Onlus, che tiene le fila dello studentato. La distinzione tra società e onlus è fondamentale perché nel secondo caso nessuna autorizzazione richiesta sarebbe necessaria. Si attendono sviluppi lasciare liberi gli appartamenti. Nella lettera però le responsabilità dello sfratto di massa vengono scaricate sul Comune che a sua volta avrebbe diffidato la stessa società a dismettere la struttura perché non in regola con le norme sull'accoglienza di un rilevante numero di giovani. Ma qui si entra in un ginepraio di leggi urbanistiche che chiamano peraltro in causa la Regione, ente preposto già per oggi.

