Rischio tumori, appello per la bonifica

Sito contaminato di Chieti Scalo, il sindaco chiama Marsilio dopo l’allarme della Asl: «Salute in pericolo, la Regione si muova»
CHIETI. «Sul Sir di Chieti Scalo è in ballo la salute dei cittadini e non si può più scherzare». Il giorno dopo la pubblicazione del verbale che denuncia il rischio di tumori nel sito contaminato di Chieti Scalo, il sindaco Umberto Di Primio torna a chiedere alla Regione un «intervento immediato». Significa che la Regione dovrebbe accollarsi la spesa per la bonifica dell’ex conceria di via Penne 68 e poi addebitare il costo alla proprietà: una grande opera tra 3 e 3,5 milioni di euro. Con un dettaglio: la proprietà dell’ex Cap è di una società fallita di Roma, la Revi srl, e il complesso da 30.625 metri quadrati è al centro di una vendita all’asta finora andata sempre deserta. Non è un affare acquistare l’ex conceria: è troppo alta la spesa per rimuovere i rifiuti messi sottoterra fino a 4 metri di profondità, rifiuti che nonostante l’impianto sia dismesso da decenni continuano ad avvelenare i terreni. Il verbale dell’incontro tra Regione, Comune, Provincia, Asl, Arta e Arap risalente al 14 maggio 2018 dice che a un passo dal fiume Pescara si registra «la presenza di composti pericolosi quali dicloroetilene e tricloroetilene» e «un indice di rischio non accettabile della falda acquifera per l’uomo nel raggio di 1.000 metri» dall’ex conceria.
«La spesa per la bonifica non è sostenibile né dal Comune né dal privato che ormai è fallito. Deve intervenire la Regione», dice Di Primio, «ho ordinato agli uffici comunali di ripresentare le stesse richieste già avanzate senza esito all’ex giunta D’Alfonso in modo che Marsilio abbia contezza delle necessità di Chieti. Più volte abbiamo chiesto un intervento all’allora sottosegretario Mario Mazzocca ma non abbiamo ottenuto niente: ora, bisogna capire se la Regione vorrà programmare gli interventi con il Comune o se pensa, come la precedente amministrazione, di intervenire solo a tavolino. E mi riferisco», dice il sindaco, «anche alla discarica bruciata di Colle Sant’Antonio: di concreto, l’ex giunta non ha fatto niente».
Nel verbale, la Asl invita a non perdere altro tempo visto che la bonifica è considerata una «necessità» già dal 2006: «Vivere in siti contaminati comporta un aumento dei tumori maligni del 9% nella popolazione di età compresa tra zero e 24 anni e un eccesso compreso tra l’8 e il 16% per malattie respiratorie acute e asma tra i bambini». E la Asl parla di «necessità di intervenire con ogni urgenza per la bonifica di tutti i siti inquinati ricompresi nel Sir al fine di evitare l’incremento di patologie a carico dei cittadini residenti nello stesso e nelle vicinanze». «L’Arta è stata chiara», conclude il sindaco, «l’ex conceria e il ritombamento degli scarti sono la principale sorgente di inquinamento. Ora, tocca agli organi sovracomunali fare qualcosa: il Comune non si è mai tirato indietro».

