Rischio usura, l’allarme di Confcommercio

La presidente Tiberio: «Segnalateci i contatti sospetti, faremo da tramite con le forze dell’ordine»
CHIETI. Più fondi per le imprese in crisi ed erogati con più rapidità: è questa, secondo la presidente provinciale di Confcommercio Marisa Tiberio, la soluzione per limitare i rischi connessi all’usura. «Abbiamo fiducia massima nelle forze dell’ordine», dichiara la Tiberio, «ma è necessaria più rapidità per far giungere i sostegni previsti dal decreto rilancio alle aziende e, se possibile, irrobustirli. Solo così si combatte la criminalità e si ricostruisce un’economia sana. Dicono che usciremo diversi da questa drammatica pandemia», continua la presidente di Confcommercio, «io credo di sì, perché per uscirne dovremmo per forza essere diversi da come ci siamo entrati, ma dobbiamo salvaguardare l’anima dell’economia diffusa di questo Paese, che si basa sulla fiducia, sulla socialità e sull’identità. Spero che rimanga quella capacità italiana di mettere insieme, di connettere le filiere dal manifatturiero al commercio, dall’agroalimentare al turismo e di svilupparle in un mercato unico».
L’11% delle imprese ascoltate nell’ambito di un’indagine condotta dall’associazione di categoria, indica infatti nella criminalità un ulteriore e pericoloso ostacolo allo svolgimento della propria attività. Gli imprenditori sono molto preoccupati per il verificarsi di questi fenomeni nel proprio quartiere o comunque nella zona dove insiste la propria azienda.
Confcommercio conferma il ruolo a fianco delle attività che rischiano di cadere in mano alla criminalità. L’associazione al riguardo ha anche attivato un servizio di segnalazione, che risponde allo 0871.64599 oppure, per posta elettronica, scrivendo a infochieti@confcommercio.it. Un impegno, quello contro l’usura, che la Confcommercio ha ribadito anche in un recente incontro con la Guardia di finanza di Chieti nella sede di via Santarelli.
«Invitiamo tutti i commercianti a non abbassare la guardia», continua la Tiberio, «a volte anche solo un contatto, spesso condotto attraverso minacce sottili e subdole, sottintende richieste illecite che possono trasformare l’operatore economico da soggetto passivo e vittima a soggetto attivo di condotte inconsapevoli, fino a una sottomissione totale. Siamo a disposizione», sottolinea la presidente, «di quanti vogliano segnalare, anche in maniera anonima, questo tipo di contatti facendo da tramite con le forze dell’ordine».

