Riserva a fuoco dopo l’esplosione: ora parte la caccia ad altre bombe

Si teme possano esserci altri ordigni bellici, l’area interdetta per effettuare i controlli sulla sicurezza L’associazione che promuove la riserva racconta: «È un miracolo che nessuno si sia fatto male»
ORTONA . Il giorno dopo l’incendio che ha mandato in fumo sette ettari di macchia mediterranea nella riserva di Punta Ferruccio, è tempo di primi bilanci su quanto accaduto nella tarda mattinata di sabato. L’area è stata interdetta per questioni di sicurezza: sarà necessario effettuare dei controlli a seguito dell’esplosione di due ordigni della Seconda guerra mondiale che avrebbero potuto provocare una tragedia. La ricerca di nuovi residuati bellici non è di facile attuazione, però sicuramente si dovrà capire bene se ci siano altri pericoli.
L’altra notte i volontari di protezione civile hanno monitorato la situazione nella riserva, scongiurando quindi che il rogo potesse tornare ad alimentarsi. Ieri mattina, poi, i vigili del fuoco del distaccamento di Ortona hanno eseguito un sopralluogo, controllando l’intera area e spegnendo qualche focolaio che era ripartito. L’associazione Punta Ferruccio, impegnata con i suoi soci nella manutenzione e promozione della riserva, ha lavorato per delimitare la zona. «Mentre si stavano effettuando i lavori in convenzione con il Comune di Ortona per la salvaguardia della nostra riserva, il macchinario impegnato nello stralcio delle erbe infestanti ha urtato un mortaio da 3 pollici canadese che si trovava nascosto sotto la terra e le sterpaglie», confermano dal sodalizio. L’urto ha provocato lo scoppio dell’ordigno ed il conseguente incendio, con le fiamme che si sono propagate in brevissimo tempo per via del vento forte e hanno provocato anche la deflagrazione di una seconda bomba, a poca distanza dal punto in cui i vigili del fuoco erano impegnati nello spegnimento del rogo. «Miracolosamente nessuno è rimasto ferito», aggiungono dall’associazione, raccomandando alla popolazione di evitare di accedere all’area in questo momento in cui la situazione è ancora delicata.
Il Comune, intanto, sta già valutando come procedere per scongiurare l’ipotesi di nuovi pericoli.
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