Rispoli, l’ultimo sindaco targato Dc

13 Dicembre 2015

Si ritrovò a gestire il Comune dopo la bufera degli arresti E’ stato vice di Cucullo e al vertice anche della Provincia

CHIETI. E' stato l'ultimo democristiano ad indossare la fascia di sindaco di Chieti, quando avvenne l'azzeramento della giunta di Andrea Buracchio, travolta dall'inchiesta di Tangentopoli. Toccò infatti a lui, Enrico Rispoli, personaggio scelto per la mia odierna vetrina, gestire quei tragici e certamente difficili momenti al Comune di Chieti, con mezza giunta finita in carcere e il destino della consigliatura già segnato.

Lo fece con estrema dignità, forte della sua estraneità a quella cupola di corruzione, di cui parlarono i magistrati inquirenti. Enrico appartiene ad una famiglia numerosa che ha dato alla città personalità che hanno avuto ed ancora hanno ruoli di rilievo nel mondo della politica, dell'impegno sociale, delle professioni. Lo conosco da quando portava i calzoni corti e giocava a basket nel campo all'aperto della Villa Comunale, dove c'era una vera e propria scuola che formava non solo da un punto di vista atletico, ma offriva la possibilità di sviluppare l'amicizia, la solidarietà, la capacità di inventiva e di iniziativa che sono proprio del gioco della pallacanestro.

La scuola vera che Rispoli ha frequentato è l'Istituto Galiani, dove si è diplomato geometra e perito edile per proseguire poi gli studi fino a laurearsi in giurisprudenza, dopo aver affrontato un piano di studio di indirizzo giuridico amministrativo con approfondimenti in diritto urbanistico. Un percorso di studi che gli ha permesso di lavorare come geometra e nello stesso tempo come consulente tecnico legale in materia urbanistica ed amministrativa. In qualità di esperto nelle discipline di governo sostenibile e monitoraggio del territorio, nel 1999 ha ricevuto a Venezia un riconoscimento nazionale in urbanistica da Urbanpromo. Grazie a questa sua specifica preparazione ha assunto vari incarichi di tipo professionale: presidente della Commissione 3 della Fig (International Federation of Surveyors) e componente di associazioni internazionali. Presidente del Collegio dei Geometri Laureati della Provincia di Chieti dal 1992 al 2002, Consigliere del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati dal 2004 dove ha ricoperto la carica di Segretario dal 2008 al 2013. In politica è entrato prestissimo, e già nel 1975 a soli 21 anni è stato eletto consigliere comunale di Chieti. Ha svolto questo ruolo dal 1975 al 1985 e poi dal 1990 al 1993, quando, come detto, fu chiamato a reggere per una manciata di giorni il Comune di Chieti, prima del commissariamento. Dopo la bufera che cancellò la Democrazia Cristiana ha continuato a svolgere attività politica, sempre nell’area dei moderati, con l'adesione al Popolo della libertà. Tornò in consiglio comunale con Nicola Cucullo sindaco che lo volle assessore ai Lavori Pubblici dal novembre del 1997 al 2001 quando divenne vice-sindaco, restando al fianco di Cucullo fino alla sua uscita di scena. Devo anche ricordare che tra Cucullo e Rispoli c'è stato un rapporto particolare, di stima ed affetto, pur essendo i due personaggi di formazione ed anche di indole molto diversa. Infatti è stato tra i pochi che gli sono rimasti a fianco fino agli ultimi giorni. Fu Rispoli a fissare per me un incontro con Cucullo nella casa di riposo di Pennapiedimonte dove l'ex sindaco era ricoverato «perché sono certo che gli farà molto piacere parlare attraverso la Tv con la sua gente», mi disse. Rispoli nel 1999 è stato eletto presidente del Consiglio della Provincia di Chieti, ruolo che ha svolto con attiva presenza, mostrando quello spirito di servizio che ha sempre contraddistinto la sua azione in politica.

Enrico è autore di testi di diritto sulla pianificazione urbanistica e sull'impatto ambientale, ed è stato direttore responsabile della rivista di informazione tecnica "Geocentro" che ha una tiratura di 120 mila copie. Per finire ha svolto il ruolo di opinionista per il quotidiano "Italia Oggi", come esperto di economia, giurisdizione e, ovviamente, politica.