Rispoli tende la mano agli universitari senza casa

Il delegato alle politiche giovanili convoca le associazioni studentesche: «Questi ragazzi sono una risorsa per la città e non verranno lasciati soli»
CHIETI. Un’assemblea con i rappresentanti delle associazioni studentesche della D’Annunzio da svolgere nei locali della delegazione comunale dello Scalo, in piazza Carafa. E ancora, un appello accorato rivolto alla Regione affinché vengano stanziate le somme necessarie al completamento della casa dello studente di proprietà dell’Ater in via Gran Sasso. Studentato privato gestito dalla società pugliese Campus X ancora chiuso con 165 universitari alla porta, si mobilita la politica cittadina. Stefano Rispoli, capogruppo di Forza Italia nonché delegato alle politiche giovanili in pectore, alza la voce e lancia proposte dopo che il collega del Pd, Alessandro Marzoli, ha chiesto a Comune e Regione una proroga temporanea per la gestione dello studentato che si trova nel quartiere Villaggio Mediterraneo. Ma il problema non è di facile risoluzione. Il Comune, infatti, ha provveduto a diffidare la Campus X su pressioni della Regione che ha ribadito come, legge regionale alla mano, uno studentato pubblico può essere gestito solo da società che non hanno scopo di lucro. Uno status sociale che non appartiene alla Campus X che, di fatto, utilizza la struttura realizzata dall’impresa Di Cosmo nel 2009 nell’ambito dei Giochi del Mediterraneo anche come foresteria. La società barese, per tutta risposta, ha fatto sapere di aver fatto ricorso al Tar contro la diffida di Comune e contro le imposizioni della Regione. Un muro contro muro che penalizza oltremodo 165 universitari regolarmente iscritti alla D’Annunzio e che si sono ritrovati senza alloggio ad una manciata di giorni dall’inizio del nuovo anno accademico. Una beffa denunciata anche dal Blocco Studentesco che ha issato uno striscione di protesta eloquente contro la Regione, “Ennesima risorsa tralasciata, la vita dello studente non è più tutelata!”, all’interno del Villaggio Mediterraneo. Ma gli studenti, assicura Rispoli, non verranno lasciati da soli. «Sono una risorsa per la nostra città e sono, a tutti gli effetti, cittadini come noi. L’amministrazione comunale non li lascerà al loro destino», afferma Rispoli, «perché è nostra ferma intenzione sostenerli in questo momento di oggettiva difficoltà aggravato dalle scelte della Campus X che avrebbe potuto gestire diversamente la situazione evitando l’emergenza di questi giorni». Fin qui i buoni propositi che, fanno notare gli studenti, rischiano di rimanere lettera morta. «Per questo mi sto facendo promotore di un’assemblea pubblica con le associazioni studentesche per iniziare ad instaurare un dialogo virtuoso con il Comune finalizzato», dice Rispoli, «a risolvere le cose che non vanno nel rapporto tra universitari e città. Urge, ad esempio, concretizzare la mia richiesta di istituire un collegamento pubblico serale tra il Colle, lo Scalo e l’ateneo». In attesa del bus servono stanze per i 165 universitari. Un aiuto potrebbe arrivare dall’apertura della casa dello studente da 40 posti letto realizzata dall’Ater in via Gran Sasso.
L’edificio è pronto da un paio d’anni ma è inspiegabilmente ancora chiuso.
«Se la Regione vuole dare una mano agli studenti della D’Annunzio finanzi», dichiara Rispoli, «le ultime opere, indispensabili per far fronte agli obblighi di legge sulla sicurezza, per consentire all’Ater di aprire lo studentato di via Gran Sasso. Non c’è più tempo da perdere e Chieti non può fare a meno dei suoi studenti».
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