Risposta ironica in una lettera, sospeso il comandante dei vigili

31 Marzo 2022

Il maggiore Levante fermato per 4 giorni per toni irriverenti alla consigliera delle Pari opportunità Una vigilessa gli ha chiesto di lavorare solo al mattino. Lui: ho evitato una disparità di trattamento

LANCIANO. È stato sospeso dall’incarico per quattro giorni e fino a domani il comandante della polizia municipale Guglielmo Levante per aver utilizzato dei toni ritenuti poco consoni in una lettera alla consigliera provinciale per le Pari opportunità, Annarita Guarracino, intervenuta in favore di una dipendente del corpo di polizia municipale che chiedeva di poter lavorare solo nei turni di mattina, per conciliare le sue esigenze di madre di due minorenni con quelle lavorative. Il provvedimento disciplinare è stato inflitto dall'ufficio monocratico per i provvedimenti disciplinari del Comune di Lanciano, diretto dalla segretaria generale, la dottoressa Mariella Colaiezzi, ma i fatti risalgono allo scorso anno.
La consigliera Guarracino, l'8 luglio 2021, aveva invitato il comandante, tramite lettera, a rispondere alla formale richiesta della dipendente presentata il 28 gennaio e di valutarla "favorevolmente", «in quanto il riconoscimento di una maggiore flessibilità del calendario delle turnazioni, in conformità alle disposizioni comunitarie e nazionali in materia di pari opportunità, garantirebbe alla dipendente le condizioni favorevoli per poter provvedere, in misura più rispondente, alle esigenze di cura famigliare e, nel contempo, per assicurare la migliore prestazione lavorativa».
La risposta del comandante del 12 luglio, in cui Levante spiegava le ragioni per cui non avrebbe potuto accogliere la richiesta, ha scatenato una reazione a catena finendo sul tavolo del presidente della Provincia, del sindaco di Lanciano e del Controllo unico di garanzia (Cug). Il 25 ottobre la segretaria generale ha contestato al comandante Levante alcune parti contenute nella lettera, ritenendo la loro rilevanza di natura disciplinare e il 24 novembre il dirigente è comparso davanti l'ufficio dei provvedimenti disciplinari. Dei giorni scorsi la decisione della sospensione.
«Ho ricevuto quella che ho ritenuto essere un'indebita ingerenza nella gestione del personale a me affidato», spiega il comandante. «Mi si sarebbe voluto far attribuire a un dipendente in particolare un trattamento di maggior favore (non previsto da alcuna norma di legge o di contratto) rispetto a quello che le esigenze del servizio pubblico e il dovere di non discriminazione mi avrebbero consentito. Mi si è contestato il fatto che, nello spiegare per iscritto i motivi per i quali non avrei potuto praticare la diversità di trattamento che mi veniva richiesta, avrei usato una forma non appropriata. Per cui, anziché indagare sulla correttezza o meno della mia gestione del personale, mi si è contestata l'estetica della nota con la quale ho ritenuto di manifestare le mie ragioni a difesa delle prerogative di autonoma gestione del corpo di polizia municipale e a difesa dei diritti degli altri dipendenti. Ho gestito il comando di polizia municipale per 22 anni come un orologio svizzero», spiega ancora Levante, «quello che ho fatto, sempre secondo la legge, è evitare una disparità di trattamento nei confronti di altri dipendenti. Come potrei guardare in faccia gli altri agenti che hanno famiglia e giustificare un trattamento di favore nei confronti di una di loro?». Il comandante ha presentato ricorso al provvedimento con gli avvocati Antonio Fattore e Franco Sabatini, rispettivamente dei fori di Lanciano e di Pescara.