Rispunta il cementificio nella riserva Punta Aderci

22 Marzo 2017

L’allarme dell’Arci: «È lo stesso progetto che si era arenato cinque anni fa» Interrogazione del consigliere Prospero: «Pochi parcheggi e troppi abusivi»

VASTO. Torna alla ribalta il progetto del cementificio a Punta Penna, a ridosso della riserva naturale di Punta Aderci, e con esso tutte le contraddizioni di un’area protetta che convive forzatamente con una zona industriale ormai desertificata. A distanza di cinque anni esatti rispunta un vecchio progetto per la realizzazione di un impianto di produzione di leganti idraulici (cemento). La società proponente è la Es.cal. srl. A lanciare l’allarme è l’Arci. «Ci sono modifiche, ma il progetto è sostanzialmente lo stesso», fa sapere Lino Salvatorelli, presidente dell’associazione culturale, da sempre in prima linea per la istituzione del Parco della Costa Teatina. «Arenatosi anni fa, nello stesso periodo in cui contestammo i progetti di centrali a biomasse e l’impianto Recogen della ditta Puccioni, adesso è in fase di Vinca (valutazione d’incidenza ambientale). Torniamo a ribadire i motivi già espressi negli anni di critica e opposizione a questo progetto, che rimane a nostro avviso insostenibile con l’eccessiva vicinanza alla riserva di Punta Aderci».

Ma l’Arci va oltre e chiama direttamente in causa la politica e le istituzioni «che devono una volta per tutte intraprendere una strada, prendere decisioni sulla zona di Punta Penna e sulla sua vocazione. Non è possibile affermare di voler valorizzare la riserva, di puntare sul fiore all’occhiello del costituendo Parco nazionale (a proposito, che fine ha fatto? Manca una firma, ma quando arriverà?), e poi approvare e permettere progetti come quello del cementificio. È più che urgente dirimere questo nodo scorsoio, alla luce anche delle criticità ambientali da noi varie volte sollevate negli anni. Ma alle quali non abbiamo mai trovato realmente risposta da chi di dovere». Tante le battaglie portate avanti in questi anni dall’Arci e dalle altre associazioni cittadine che hanno anche chiesto conto a più riprese «dell’aria che si respira a Punta Penna» e di quali precauzioni si volessero adottare per evitare danni alla salute dei bagnanti e dei residenti della zona. Problematiche rimaste irrisolte. Certo è che la spiaggetta di Punta Penna e la riserva di Punta Aderci - una delle mete più gettonate del turismo eco-sostenibile - tornano periodicamente alla ribalta. È di questi giorni l’interrogazione presentata da Francesco Prospero, consigliere comunale di Progetto per Vasto, sulla scarsa presenza di parcheggi, l’assenza di un adeguato servizio di salvamento e la proliferazione di venditori abusivi. «La spiaggia di Punta Penna è conosciuta, a livello internazionale, come una delle mete turistiche più affascinanti e caratteristiche d’Italia, tanto da conseguire diversi attestati», premette l’esponente di minoranza, «ma durante l’ultima stagione estiva i frequentatori hanno avuto notevoli disagi per la mancanza di adeguati servizi perché l’amministrazione comunale non è stata in grado di regolamentarli per tempo».

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