Rissa a Santa Rita, i Guarnieri: noi aggrediti in casa dai rivali

16 Luglio 2020

LANCIANO. Vittime di un’aggressione da parte della fazione rivale. È questa la versione che la famiglia Guarnieri di via Sabino ha dato ieri mattina durante gli interrogatori di garanzia, in seguito...

LANCIANO. Vittime di un’aggressione da parte della fazione rivale. È questa la versione che la famiglia Guarnieri di via Sabino ha dato ieri mattina durante gli interrogatori di garanzia, in seguito alle 11 misure cautelari per la rissa aggravata nel quartiere Santa Rita. Davanti al gip Riccardo Audino sono sfilati in sei: Gaetano Guarnieri, 60 anni, il figlio Sante, 23, e il genero Enzo Manzi, 43, agli arresti domiciliari, l’altro figlio di Gaetano, Kevin, 21 anni, il nipote Demis Manzi, 21, e Federico Cervelli, 20, questi ultimi destinatari dell’obbligo di firma. Cervelli e Demis Manzi sono assistiti dall’avvocato Lucia Di Battista, tutti gli altri dall’avvocato Gaetano Pedullà. «I nostri assistiti», dice Pedullà al termine degli interrogatori in tribunale, «hanno risposto alle domande del gip e dato la loro versione dei fatti, che tende a ricostruire un’aggressione da parte della cosiddetta “fazione 1” (i Guarnieri di contrada Torre Marino e via De Riseis, ndc)». Negano, infatti, un’incursione a casa dei parenti, in via De Riseis, durante la quale sarebbero stati distrutti i vetri del portone e delle finestre condominiali del palazzo Ater. «I miei assistiti si trovavano tutti nella villetta di via Sabino», continua Pedullà, «allertati del fatto che nel quartiere si aggirava l’altra famiglia. Si intrattenevano nel cortile dell’abitazione, una villetta recitata, dove dopo una mezzoretta sono arrivati i familiari ed è scoppiata la rissa. Fortuna per com’è andata: ci sono stati dei feriti ma poteva andare anche peggio».
Cinque dei sei feriti appartengono infatti ai Guarnieri di via Sabino (prognosi da 5 a 30 giorni). Il sesto è Angelo, capofamiglia dell’altra fazione, colpito alla testa dal lancio di una cassetta postale (10 giorni). «Nei prossimi giorni», annuncia il legale, «presenteremo istanza per un affievolimento delle misure cautelari disposte». (s.so.)
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