Rissa all’assemblea e blocco della strada

18 Febbraio 2015

Canosa, vertenza Dialifluids. Tensione davanti al vicepresidente della Regione Lolli, poi il sit-in: basta con le prese in giro

CANOSA SANNITA. Un lunedì nero terminato in rissa e un martedì di vibranti proteste. I nervi tesi, la disperazione di chi vede il baratro a un passo e la voglia di combattere fino alla fine per salvare lavoro e dignità, continua a muovere i lavoratori della Dialifluids. La vertenza si fa sempre più delicata e, in queste ore, vive di momenti forse decisivi.

Lunedì è stata una giornata difficile, caratterizzata dal tavolo ministeriale al mattino e dall’incontro pubblico a Canosa Sannita con l’assessore regionale alle Attività produttive nonché vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, in serata. Proprio durante questo faccia a faccia è accaduto l’incredibile. Dopo che Lolli ha esposto ciò di cui si è discusso al Mise, tra i lavoratori è scoppiato un parapiglia, placato dai carabinieri della caserma di Tollo, i quali hanno evitato che si arrivasse al contatto fisico. Il motivo del contendere sono state le diverse vedute sulla situazione: infatti, un gruppo di operai sembra appoggiare l’azienda; l’altro invece, ben più nutrito, è stufo delle condizioni dettate dalla multinazionale tedesca Fresenius Medical Care, proprietaria dello stabilimento di Canosa. La discussione, così, si è trasformata in una zuffa, fortunatamente non degenerata grazie alla presenza delle forze dell’ordine. Il tutto sotto gli occhi del vicepresidente della Regione Lolli, impassibile davanti alla scena.

Ma c'è stato spazio anche per inveire contro i segretari sindacali provinciali, colpevoli, secondo gli operai, di non occuparsi seriamente della vertenza. All'assemblea sono intervenuti Carlo Petaccia (Cgil) e Ettore Di Natale (Cisl) a cui gli stessi operai hanno fatto avere una maschera di carnevale, provocatoriamente consegnata come «invito a vergognarsi».

Alla fine gli animi si sono tranquillizzati ma la maggior parte delle maestranze ieri ha deciso di tornare a scioperare. Intorno alle 7, circa quaranta lavoratori si sono presentati davanti alla Dialifluids, sbarrando l’ingresso della strada secondaria che porta all’azienda. Hanno invaso pacificamente la carreggiata, con striscioni di protesta e transenne a delimitare la zona. Una volta arrivati in sede il direttore di stabilimento, Giuseppe De Meis, e il responsabile delle risorse umane, Paolo Stanchieri, entrambi hanno dovuto desistere dall’idea di entrare in fabbrica. Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Ortona e della caserma di Tollo e Orsogna, oltre che alcuni uomini della Digos. Le forze dell’ordine hanno vigilato sull’area ma non è stato necessario un loro intervento. La protesta è andata avanti in maniera pacifica e continuerà fino a quando le maestranze non avranno le risposte che vogliono. «Chiediamo di sapere il nome delle due ditte interessate all’acquisto di questa fabbrica, altrimenti non rientreremo a lavorare», commenta Alessandro Primante, delegato Rsu Uil. «Siamo in questa situazione da quattro anni e la pazienza ha un limite. Vogliamo rassicurazioni sul nostro futuro», ha infine concluso. In attesa di sviluppi che profumino di svolta.

Alfredo Sitti

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