Rissa con le armi, in 8 rischiano il processo

23 Marzo 2023

L’udienza il 20 aprile. I carabinieri arrestano uno degli imputati: evaso dai domiciliari, finisce in cella

VASTO. È stata fissata al 20 aprile l'udienza preliminare a carico degli 8 presunti partecipanti alla rissa scoppiata la notte del 17 luglio 2022 in viale Perth a Vasto. Imputati a vario titolo per i reati di lesioni personali aggravate, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo ed oggetti atti ad offendere, esplosioni pericolose e danneggiamento, M.L., 35 anni di Vasto; A.D.P., 25, di Vasto; R.P., 25., di Foggia; G.P., 27, di Foggia; G.C., 42, di San Severo; L.E.M., 25, di Termoli; A .C., 23, di Foggia; L.D., 20, nato in Colombia, residente a Scerni. Proprio ieri mattina sono scattate le manette per il 35enne. L'uomo, agli arresti domiciliari per non aver rispettato il divieto di allontanamento dal Vastese imposto dal giudice, non è stato trovato in casa dai carabinieri. Su disposizione della procura è finito nel carcere di Torre Sinello in attesa dell'udienza preliminare. Gli imputati compariranno davanti al Gup, Fabrizio Pasquale.
La vicenda che li ha trascinati in giudizio e piuttosto delicata. L'avvocato Antonello Cerella, che difende tre imputati, per il momento preferisce non si sbilanciarsi. Certo è che quella notte, una ragazza, E.C., 28 anni (parte offesa) fu accoltellata. La ragazza venne trasferita all’ospedale Santissima Annunziata di Chieti con una ferita alla schiena. La lama del coltello le trapassò il polmone. «La mia assistita», ha ricordato l’avvocato Alessandro Orlando, legale della donna, «è viva per miracolo». Nella rissa venne ferito anche L.D., 29 anni, di Scerni, colpito alla testa e alla coscia. Quest’ultimo, assistito dagli avvocati Arnaldo e Francesco Tascione, era distante dalla donna ferita.
M.L. è accusato di avere sparato contro l’auto di L.D., parcheggiata sotto la casa di quest'ultimo, mentre A.D.P gli avrebbe procurato un trauma cranico. Stando ai risultati delle indagini quella notte tutto era cominciato dai colpi di arma da fuoco sparati contro l'auto di L.D.. Il giovane, insieme alla sua ragazza e ad altri tre amici, avrebbe raggiunto il presunto sparatore che era con un amico e una ragazza. Volarono parole grosse e insulti fra due gruppi rivali. La discussione, alla quale parteciparono anche due donne, degenerò e all'improvviso spuntarono fuori dei coltelli. Il quartiere venne svegliato dalle urla poco dopo le 3. I protagonisti della querelle che sarà rivissuta in tribunale, vivono nello stesso quartiere, frequentano le stesse persone. Si conoscono tra di loro e spesso litigano. «Si respira una brutta aria e non solo per loro», ha confidato ieri un'anziana che abita nella zona. (p.c.)
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