Rissa sulla riviera, la verità racchiusa nei cellulari dei 19 indagati

È racchiusa nei cellulari dei diciannove indagati la verità sull’aggressione del 12 luglio scorso sulla riviera vastese a tre giovani di Montesilvano. Gli indagati, d’età compresa fra i 22 e i 16...
È racchiusa nei cellulari dei diciannove indagati la verità sull’aggressione del 12 luglio scorso sulla riviera vastese a tre giovani di Montesilvano. Gli indagati, d’età compresa fra i 22 e i 16 anni, hanno consegnato gli smartphone ai carabinieri, che potrebbero fornire importanti indicazioni su quanto avvenuto la scorsa estate.
La Procura ha infatti aperto un’indagine informatica, affidando ad alcuni consulenti il compito di recuperare le conversazioni e i messaggi scambiati fra i ragazzi sotto accusa dopo la notte violenta in riva al mare. La scaramuccia che si è trasformata in rissa e poi addirittura in tentato omicidio sarebbe nata per un sguardo di troppo ad una ragazza.
Uno dei diciannove indagati ha colpito alle spalle con una lama uno dei tre giovani di Montesilvano provocando lesioni ad un polmone. Ma, al momento, non è stato ancora accertato chi ha inferto la coltellata. Sarà compito dei periti scoprirlo.
Il pubblico ministero Michele Pecoraro e il collega Lorenzo Destro, della Procura della Repubblica per i minori dell’Aquila, hanno per questo disposto diciannove decreti di perquisizione e il sequestro dei telefonini. I difensori dei ragazzi al momento preferiscono non sbilanciarsi, anche perché diversi indagati non hanno ancora 18 anni.
A inchiodare agli accusati sono state le immagini della videosorveglianza.
La vittima e i suoi due amici non avevano mai visto prima gli aggressori. Non li conoscevano. Ma hanno riconosciuto i componenti del branco attraverso identikit e foto. Al momento restano bocche cucite nella caserma dei carabinieri. Le indagini, che durano ormai da quattro mesi, al momento sono nella fase più delicata.
Il compito dei tecnici sarà quello di lavorare con i cellulari cercando di ricomporre la sequenza sfociata nell’aggressione la notte del 12 luglio dal primo battibecco alla coltellata. Per tentare di arrivare a tutta la verità su quanto accaduto. (p.c.)
La Procura ha infatti aperto un’indagine informatica, affidando ad alcuni consulenti il compito di recuperare le conversazioni e i messaggi scambiati fra i ragazzi sotto accusa dopo la notte violenta in riva al mare. La scaramuccia che si è trasformata in rissa e poi addirittura in tentato omicidio sarebbe nata per un sguardo di troppo ad una ragazza.
Uno dei diciannove indagati ha colpito alle spalle con una lama uno dei tre giovani di Montesilvano provocando lesioni ad un polmone. Ma, al momento, non è stato ancora accertato chi ha inferto la coltellata. Sarà compito dei periti scoprirlo.
Il pubblico ministero Michele Pecoraro e il collega Lorenzo Destro, della Procura della Repubblica per i minori dell’Aquila, hanno per questo disposto diciannove decreti di perquisizione e il sequestro dei telefonini. I difensori dei ragazzi al momento preferiscono non sbilanciarsi, anche perché diversi indagati non hanno ancora 18 anni.
A inchiodare agli accusati sono state le immagini della videosorveglianza.
La vittima e i suoi due amici non avevano mai visto prima gli aggressori. Non li conoscevano. Ma hanno riconosciuto i componenti del branco attraverso identikit e foto. Al momento restano bocche cucite nella caserma dei carabinieri. Le indagini, che durano ormai da quattro mesi, al momento sono nella fase più delicata.
Il compito dei tecnici sarà quello di lavorare con i cellulari cercando di ricomporre la sequenza sfociata nell’aggressione la notte del 12 luglio dal primo battibecco alla coltellata. Per tentare di arrivare a tutta la verità su quanto accaduto. (p.c.)

